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12 Dicembre Dic 2018 2338 12 dicembre 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano – 18

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Della leggenda del Lobisomem, il Lupo mannaro o Licantropo – ibrido tra uomo e lupo – sono presenti accenni anche nella mitologia greca. Tuttavia si ritiene che il personaggio maledetto abbia assunto le caratteristiche tramandatesi sino ad oggi, solo nell’Europa del Sedicesimo secolo. Con la colonizzazione, il mito é giunto in vaste aree del Latinoamerica compreso il Brasile, ove si é profondamente radicato nelle aree rurali, in primis quelle del sertão.

Tanto che ancora oggi in molti raccontano di essersi imbattuti in questa creatura, durante le notti di plenilunio. Qui ovviamente trascureremo l’intrigante fenomeno della licantropia clinica, limitandoci ai racconti ancora in voga nell’arida regione sertaneja.

Lobisomem

Il Lobisomem é un’entitá folclorica che presenta l’aspetto di uomo-lupo nelle notti di luna piena, e caratteristiche umane nelle altre ore della settimana. Tuttavia, secondo alcune versioni del mito, la persona soggetta alla maledizione sarebbe facilmente riconoscibile. Si tratta di uomini dal comportamento strano, volubile e misterioso, diffidenti con tutti; e soprattutto molto riservati, per non far conoscere agli altri la propria doppia natura. Gravi indizi fisici sono poi rappresentati dalle occhiate, dal pallore, da orecchie, naso e dentatura grandi, da barba folta e grandi sopracciglia che si uniscono, dalla molta peluria sul corpo.

La versione classica della leggenda – appunto di provenienza europea – narra che la maledizione nasce in seguito al morso di un lupo. Cosí, durante i pleniluni, i malcapitati vedono crescersi addosso lunghi artigli, il tipico muso dell’animale, denti enormi, la coda e il manto peloso. Poi iniziano a ululare, e vanno in cerca del proprio alimento preferito, il sangue. Procedono a quattro zampe, anche se spesso s’innalzano su quelle posteriori, con le tipiche postura e altezza umane. Il Lobisomem attacca chiunque incontri, é molto veloce, feroce e aggressivo, é pressoché imbattibile.

Avere grossi bastoni o asce non aiuta molto il malcapitato: il Lobisomem riesce sovente a disarmarlo. Si puó invece avere qualche chance in piú se lo si affronta con armi bianche piccole – pugnali e stiletti – che con i suoi grandi artigli non riesce ad afferrare. In ogni caso é vulnerabile sia al fuoco, che alle armi o pallottole in argento. Al momento della sua morte, l’uccisore deve declamare di aver ammazzato un uomo, se vuole conoscere la vera identitá del lupo mannaro. Altrimenti restará sul terreno il cadavere del mostro. In Brasile sono sorte molte versioni, sull’origine della triste condizione; in ogni caso domina l’idea che alla base vi sia una maledizione divina, che funesta la persona per tutta la vita.

Per alcuni, la trasformazione é il risultato di una preghiera diabolica, conseguenza di sorta di patto col diavolo. Venerdí a mezzanotte, la persona entra nella stalla di un cavallo o un asino, si struscia sul suolo come un quadrupede, e recita la formula. Per altri l’incantesimo avviene solo nei luoghi dedicati ai sacrifici: venerdí verso mezzanotte, la persona si rotola per terra come un cavallo, e attende il maleficio. Poi all’alba l’entitá torna sul luogo sacro, per riottenere la condizione umana. Come anticipato, non c’é peró sempre di mezzo la volontá della persona; in alcune regioni si narra infatti che il maleficio puó colpire l’ottavo figlio di una coppia.

Altrove si dice che la condizione sarebbe ineluttabile per il settimo genito, nel caso i figli antecedenti siano tutte femmine.

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