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27 Dicembre Dic 2018 2213 27 dicembre 2018

Leggende e favole del sertão brasiliano – 20

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Un altro personaggio folclorico e mostruoso che non poteva mancare nelle sconfinate lande del sertão del Brasile – ma é popolare anche in vaste aree delle Regioni Centro-Oeste e Sudeste – é il Negro d’água (o Nêgo d’Água), cioé il Nero dell’acqua. Un essere mitico – conosciuto anche come Caboclo d’água – che é protagonista dei racconti orali delle popolazioni – soprattutto dei pescatori – che abitano lungo le rive dei fiumi.

Tra i corsi d’acqua che abita – e da cui solo di rado esce – ricordiamo i fiumi Tocantins (che nasce nello Stato del Goiás), il Grande che attraversa lo Stato del Minas gerais, e soprattutto il São Francisco, piú noto come Velho Chico.

Del resto é proprio nel letto di quest’ultimo – presso la cittadina baiana di Juazeiro – che sorge, in suo omaggio, una statua alta dodici metri che lo raffigura. Importante attrazione turistica, é stata realizzata dallo scultore Ledo Ivo Gomes de Oliveira, originario della stessa Juazeiro. Secondo gli studiosi, la leggenda é di origine indigena, seppur in seguito influenzata dalla colonizzazione europea.

Negro d’água

Il Negro d’água é un essere mitico dalla pelle scura, che a prima vista sembra un comune ragazzo dal corpo atletico. Tuttavia, a osservare bene, si puó notare che é calvo, e le sue orecchie sono a punta. E non é tutto: le mani e i piedi nascondono artigli ben affilati, mentre tra le dita sono presenti quelle tipiche membrane, che si é abituati a vedere nelle zampe dei rospi, e degli altri anfibi. Secondo invece altre versioni, mani e piedi sarebbero identici alle zampe di un papero, oppure presenterebbe addirittura delle pinne. Il suo corpo é ricoperto non solo da pelle umana, ma anche da squame, e – visto da vicino – appare come un ibrido tra un nero alto e forte, e un anfibio.

In genere vive come un pesce d’acqua dolce ed in compagnia dei vari animali che popolano i fiumi. Tuttavia interagisce di continuo anche con gli umani; e se per alcuni di loro é un protettore delle acque fluviali, per altri rappresenta una terribile minaccia. I pescatori lo riconoscono dalle risate forti, stridule e terrificanti, e spesso lo notano stirarsi e prendere pigramente il sole, sugli scogli che fuoriescono dalla corrente. Beninteso, nessuno vuole incontrarlo, perché si diverte a capovolgere le canoe e le barche che gli passano vicine; ma sapendo che l’incontro puó essere inevitabile, i locali – per ingraziarselo – sono soliti portare sulle imbarcazioni bottiglie di alcolici da offrirgli.

Oppure gli regalano una parte di quanto si é riusciti a pescare. Tuttavia il piú delle volte la mitica creatura non accetta lo scambio, tanto forte é il suo istinto di tormentare e spaventare gli uomini. Il Negro d’água ama strappar via il pesce dagli ami, rompere le lenze e spaccare gli stessi ami, forare le reti. E come se tutto ció non bastasse, terrorizza anche le giovani madri: ha l’abitudine di portar via con sé, quei bambini che sorprenda a fare il bagno lontano dalla riva. Comunque molti abitanti di Petrolina, nello Stato di Pernambuco, assicurano che é possibile fare amicizia col Negro d’água, e addirittura chiedergli dei favori, che possa esaudire coi suoi poteri sovrannaturali.

Per raggiungere l’obiettivo é peró necessario tagliargli un artiglio: magari sfruttando un momento di distrazione, in quelle ore in cui sonnecchia sdraiato, sotto il sole cocente. In ogni caso, da quanto si racconta, nessuno ha sinora avuto il coraggio sufficiente per affrontare l’impresa.

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