Americanos43
8 Gennaio Gen 2019 2250 08 gennaio 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 21

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Una leggenda localizzata in Piauí – ma nota nell’intero sertão – é quella di Barba-ruiva (barba rossa): un personaggio folclorico dalle caratteristiche soprannaturali, che vive nel lago di Parnaguá, nel sud dello Stato. Tralasciamo qui ogni approfondimento sul lago – il maggiore del Piauí, e il quinto del Brasile, da decenni flagellato dalla siccitá – per concentrarci su questa storia, risalente al Secolo XIX.

Nota anche come la leggenda di Urué, Barba nova (barba nuova), o Cabeça vermelha (testa rossa), le sue piú antiche testimonianze scritte risalgono al 1830. Secondo gli storici, si tratta di un mito di origine indigena, su cui si sono innestate evidenti influenze portoghesi e cristiane.

Barba-ruiva

C’era una vedova che viveva con le tre figlie. Un giorno la piú giovane si sentí male, avvertendo nausee e stanchezza. Fu colpita da tristezza, e in casa era pensierosa. Tutti erano convinti che fosse ammalata, ma in realtá aspettiva un bambino dal fidanzato, che nel frattempo aveva fatto perdere le tracce. Secondo invece un’altra versione, il ragazzo era morto, senza avere il tempo di sposarsi. In ogni caso, la giovane decide di partorire da sola e di nascosto in mezzo alla foresta, vicino a un piccolo torrente, (per altri sarebbe un laghetto): quando il bambino nasce – stanca e piena di vergogna – lo adagia in un vassoio di bronzo, e getta il tutto nel corso d’acqua.

Assiste peró al terribile gesto Iara, la protettrice delle acque: la Mãe-d’agua s’indigna, fa balzare in alto il contenitore col bambino, e maledice la madre che piangeva sulla riva. E non é tutto, perché la sua ira provoca una grande inondazione, che finisce per sommergere tutti gli alberi e le case del luogo. Le acque straripavano e correvano senza sosta, giorno e notte, come se obbedissero a un ordine misterioso. Alla fine restó solo la lagoa incantata di Parnaguá, attraversata da luci e voci sconcertanti. Passato qualche tempo dall’alluvione, gli abitanti della zona cominciano a distinguere – nella notte – il suono di un pianto di neonato, proveniente dal fondo del lago.

Nessuno ebbe cosí piú il coraggio di vivere sulla riva di quelle acque. Qualche tempo dopo non si udí piú il lamento, ma le lavandaie che raggiungevano il lago per le faccende domestiche, iniziarono ad avere strane visioni. Giuravano di vedere un bambino di mattina, un adulto dalla barba e i capelli rossi nel pomeriggio, e un anziano con la barba bianca, nelle ore serali. E a spaventare di piú era l’adulto: di statura non indifferente, e tutto coperto di fango e alghe, fuggiva sí dagli uomini – che parevano spaventarlo – ma andava in cerca delle ragazze, per abbracciarle e baciarle.

Compiuta l’azione, ecco che corre verso il lago, vi si tuffa, e scompare. Non si racconta di alcun suo atto violento, ma ció basta perché le ragazze non si avventurino piú, da sole, dalle parti del Parnaguá. Ebbene, i villaggi intorno si convinsero che si trattava di Barba Ruiva, il bambino abbandonato dalla madre, e adottato dalla dea Iara. Si narra che se una donna lancia sul suo capo un rosario consacrato e dell’acqua benedetta, Barba ruiva sará liberato dall’incantesimo: dalla condizione di pagano, sará trasformato in un cristiano. Va continuamente in cerca di ragazze per essere purificato dalla maledizione, ma sinora nessuna di loro ha avuto tanto coraggio.

Cosí continua a vagare sul lago: a volte c’é chi lo sorprende sulla riva a dormire. Se peró un uomo si avvicina, fa un balzo, si tuffa e scompare.

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