Americanos43
16 Gennaio Gen 2019 2236 16 gennaio 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 22

  • ...

La leggenda che presentiamo nelle righe a seguire non é certo radicata solo nel sertão del Brasile, ma fa parte della cultura popolare infantile universale, e ne esistono storie tramandate oralmente, presso la gran parte dei popoli della Terra. Quel personaggio folcloristico e immaginario che é chiamato Bicho-papão nel Paese sudamericano, in Italia ha il suo corrispettivo nell’Uomo nero, noto anche come Babau.

Si parla invece di Boogeyman (o Bogeyman, Boogyman oppure Bogyman) nel mondo anglosassone, di Coco (oppure Coca) nell’America ispanica e nella penisola iberica (dallo spagnolo coco, cioé testa), di Croquemitaine – ossia mangia guanti – in Francia.

Esiste poi il Buka russo, il Butzemann tedesco, il Mumus ungherese, e potremmo continuare ancora per molto. Qui ci limiteremo a riportare i racconti che sono piú comuni nel Nordeste della Nazione verdeoro, specificando comunque che la leggenda é parimenti diffusa nelle aree urbane e in quelle rurali. In ogni caso si tratta di storie accomunate dalla funzione educativa nei confronti dei piccoli piú tremendi, che debbono obbedire ai genitori e seguire le regole imposte, se non vogliono avere a che fare col mostro. I bambini dovranno quindi rispettare gli orari per dormire e mangiare – soprattutto mai giocare nelle ore del riposo – e prendere buoni voti a scuola; e poi non devono dire parole volgari, né picchiare i fratelli o gli amici.

Non manca peró chi ha notato come, negli ultimi anni, la diffusione di queste storie – forse per la modernizzazione delle azioni pedagogiche – sia in sensibile declino.

Bicho-papão

Il Bicho-papão é un mostro che terrorizza i bambini maleducati e disubbedienti, essendo capace – col suo terribile aspetto – di materializzarsi nelle camerette dei piú discoli. Si dice che rimanga nascosto sotto il letto, dietro la porta, oppure dentro l’armadio, per poi spaventare i bimbi giá addormentati. Secondo alcune versioni del mito, il Bicho papão rimarrebbe invece sul tetto della casa, osservando il comportamento dei figli piú piccoli della famiglia. La creatura giunge cosí ad afferrare i bambini, ed a portarli con sé in un luogo nascosto, oscuro e terrificante. E non é tutto, infatti arriva addirittura a inghiottirli.

Da qui sorge appunto il suo nome: il verbo papar vuol dire popolarmente mangiare (fa parte soprattutto del linguaggio che si usa con i bambini). Del resto é goloso e sempre affamato: prima di ogni altra azione, si getta sul frigorifero di casa, e lo svuota. Circa le fattezze, riscontriamo due linee di pensiero: per alcuni é un essere alto, grosso, brutto, peloso, spaventoso, e dagli occhi rossi, mentre per altri avrebbe un aspetto simile alla Cuca (una brutta e vecchia strega, con la testa di coccodrillo). Esiste infine chi attribuisce al mostro il potere di modificare le proprie sembianze, sino a trasformarsi nei piú disparati animali o addirittura oggetti.

Tuttavia i genitori posseggono la formula magica: se cantano una famosa ninna nanna, ecco che il mostro si spaventa e lascerá in pace i bambini. Non va quindi trascurata quella versione nordestina del mito, che vede l’intervento di forze sovrannaturali e occulte. Il Bicho-papão sarebbe cosí uno stregone, dedito a pratiche di magia nera coi corpi dei bimbi piú indisciplinati. Di giorno appare nei villaggi per individuare i piú disubbidienti; mentre di notte – per via di un maleficio che lo ha colpito – si trasforma in una creatura orrenda. Entra quindi nelle case, e rapisce le vittime prescelte.

Correlati