Americanos43
13 Febbraio Feb 2019 2205 13 febbraio 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 25

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La leggenda della Cabra-cabriola é nata – come la conosciamo oggi – nel Nordeste del Brasile, tra fine Ottocento e i primi del Novecento. Non c’é peró accordo sullo Stato di origine, né se sia apparsa per la prima volta nell’area costiera, o nel sertão. Comunque se la contendono Pernambuco e Piauí, e mise ben presto radici in Alagoas, Sergipe, Bahia, e un po’ nell’intera Regione nordestina.

Tuttavia si tratta della fusione tra un mito diffuso sin dal Medioevo nella Penisola iberica – e quindi condotto nelle Americhe dalla colonizzazione – e una leggenda afro-brasiliana. Questa raccontava di uno spirito maligno, capace di assumere le fattezze di una capra: l’animale attaccava le madri che stavano allattando, per bere latte dai loro seni, e divorare i neonati.

L’origine europea é invece dimostrata dalla diffusione nell’America centrale del mito del Gulén-Gulén-Bo: una creatura simile alla Cabra Cabriola. La Cabra cabriola (detta anche Cabriola o Papão de meninos, cioé mangiatore di bambini) é una sorta di capra dall’aspetto mostruoso: puzzolente come un caprone, ma asuta come una volpe. Sopra ogni altra cosa spaventava i bambini, atterriti dai racconti che ne facevano le madri o gli altri familiari. Ogni rumore fuori casa faceva sorgere il dubbio che fosse questo essere: meglio non rischiare e rimanere vicini alla madre. Il mostro sbuffava fumo e fiamme da occhi, naso e bocca, e attaccava chiunque passasse lungo le vie deserte nelle notti di venerdí.

E non é tutto, giacché era solito entrare nelle case attraverso le porte, oppure i tetti, al fine di divorare i bambini piú discoli e maleducati. Beninteso, i piú buoni – quelli che non facevano i dispetti e non urinavano a letto – non avevano nulla da temere. E se nel silenzio della notte si sentiva piangere un bambino, si trattava senz’altro della Cabra che divorava qualche ragazzino tremendo: in questi momenti – come ricordavano le madri, e i tanti supposti testimoni oculari della bestia – l’unica cosa da fare era recitare il Padre nostro, e farsi il Segno della croce. Insomma, col tempo, quest’essere si trasformó nel migliore alleato delle mamme: si narra che fosse molto piú temuto rispetto ad altre creature analoghe, come il Lobisomen e la Mula-sem-Cabeça.

Mentre si avvicinava, una voce roca, come proveniente dagli inferi, recitava sempre la stessa cantilena.

Cabra-cabriola

Una madre con tre figli in tenerá etá – che usciva di notte per procurarsi da mangiare – era costretta a lasciare i bambini soli a casa. Cosí non si stancava di ripetere loro di non aprire la porta a nessuno se non a lei, di cui conoscevano il tono di voce e la filastrocca di sempre: ci si doveva proteggere con tanta attenzione, dall’astuzia della Cabra-cabriola. Una notte il mostro, approfittando dell’assenza della mamma, bussa alla porta: con la sua voce alta e orribile dice di essere la madre, e chiede che i figli le aprano. Questi peró riconoscono quella voce infernale e non cadono nel tranello.

La Cabra peró non si dá per vinta: si nasconde non lontano dalla casa, e al ritorno della madre ne memorizza la cantilena e il tono della voce. Il giorno dopo va quindi da un fabbro, che con incudine e martello, su sua richiesta, le modifica il tono di voce, affinché sia simile a quello della donna. Al giungere della notte, spia da lontano l’uscita della madre, e quindi bussa alla porta dei bambini. E col tono di voce e la cantilena della poveretta raggiunge il suo obiettivo: i piccoli le aprono gioiosi e vengono divorati.

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