Americanos43
21 Febbraio Feb 2019 2236 21 febbraio 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 26

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La leggenda seguente appartiene al ciclo dei miti del fiume São Francisco, il Velho Chico. Il corso d'acqua attraversa il Nordeste del Brasile, e in specie la regione del sertão, ove dá un contributo per alleviare le conseguenze della siccitá. Si tratta del racconto piú popolare tra quelli che rigurdano il Negro d'água - detto anche Caboclo d'água - di cui abbiamo giá scritto: é un gigante dalla pelle scura, che vive nel fondo del fiume, all'interno di una grotta d'oro.
Il principale passatempo del Caboclo (il termine qui ha il significato di uomo del sertão dai modi rustici) é rovesciare le imbarcazioni di pescatori e barcaioli.

Lendas do Rio São Francisco. Caboclo-d'Água

Guarapiru, capo di una tribú indigena insediata nei pressi del São Francisco, amava visitare la cittá dei bianchi. Ne era attratto, lí si divertiva, cosicché, nonostante la contrarietá della famiglia, decise di trasferirsi laggiú per sempre. Il giorno della partenza arrivó, e cosí spezzó arco e frecce indigene. Si mise quindi in cammino lungo il fiume, e al calar della notte vide le luci della cittadina. Decise peró di rimandare l'entrata al mattino: era stanco, e poi la presenza di un indigeno in cittá, di notte, poteva destare sospetti. Si accampó dunque in riva al fiume, ai margini della cittá.

A svegliarlo fu peró una forte voce cavernosa, che cantava una strana canzone; era il gigante, il Caboclo-d'Água, che si rilassava al sole, steso su uno scoglio che emergeva dal fiume. Il furbo Guarapiru si mise cosí a osservare di nascosto la scena, e vide distintamente, sotto il livello dell'acqua, una grotta d'oro: era la casa del mostro. L'ambizioso índio conosceva la bramosia dei bianchi per l'oro, cosí decise di memorizzare bene quel luogo. Questo l'astuto programma: avrebbe fatto amicizia coi bianchi, e quindi sarebbe tornato con una spedizione per accaparrarsi l'oro.

Grazie a questo piano sarebbe stato premiato, divenendo uno dei capi della zona. Il giorno dopo entró in cittá, e poi le cose si svolsero secondo previsioni. L'innata simpatia gli procuró molti amici, e le capacitá di cacciare e guerreggiare gli consentirono di entrare nell'esercito reale, e di distinguersi in battaglia. Finché fu nominato ufficiale: i familiari non avrebbero potuto riconoscerlo, in quel militare impettito. Un giorno capí che era giunto il momento per raggiungere la grotta, e trasformarsi nel capo dei bianchi. Al solo annunciare una spedizione in cerca d'oro, le richieste di partecipare furono tante, che poté permettersi di scegliere i combattenti migliori.

Era immerso nei preparativi, quando gli comparve una vecchia indigena che conosceva da tempo. Gli si rivolse amabilmente con un avvertimento e un consiglio al contempo: doveva lasciar perdere quell'oro. Il Caboclo d'agua conosceva i suoi piani, gli spiegó l'anziana, e se si fosse avvicinato alla grotta sarebbe morto. Guarapiru le rise in faccia, e le rammentó il proprio coraggio e le battaglie vittoriose. L'índia le ribadí che non avrebbe ottenuto nulla, sfidando il soprannaturale. All'ufficiale non restó che ringraziarla con aria di superioritá. Ore dopo, partirono per la spedizione: al tramonto giunsero di fronte alla grotta, e si accamparono in attesa dell'alba.

Al sorgere del sole i soldati iniziarono i preparativi, ma si stupirono per l'assenza del capo. Finché non ne fu trovato il cadavere, quasi sepolto sul letto fangoso e pietroso del fiume. Il Caboclo d'água l'aveva afferrato, trascinato e ucciso.

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