Americanos43
2 Aprile Apr 2019 0114 02 aprile 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 31

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Il personaggio che descriveremo é originario dello Stato di Alagoas – é popolarissimo in quelle lande – ma la sua fama ha raggiunto ogni angolo del sertão del Brasile. L’Anjo Corredor (angelo corridore) é un uomo che col bastone cammina eternamente. Il suo é il tipico bastone dei pastori, ricurvo all’estremitá: quello che i latini chiamavano pedum.

Lo scopo del suo peregrinare é sbattere il suo legno sulle ringhiere e le cancellate delle fazenda, ma anche delle case comuni. Quando corre voce che si stia avvicinando – il chiasso che fa, si sente per leghe – i bambini si arrampicano impauriti in cima ai tetti, e le madri di famiglia chiudono con doppia mandata la porta di casa.

Secondo l’antropologo Luís da Câmara Cascudo, l’Anjo corredor sarebbe la versione brasiliana del mito dell’Ebreo errante: il personaggio leggendario che avrebbe schernito Gesú Cristo durante la Passione. Il Messia lo avrebbe maledetto, costringendolo a vagabondare per l’eternitá. Secondo lo studioso, l’Anjo sarebbe inoffensivo, limitandosi a picchiare sui cancelli. E’ d’obbligo tuttavia qui riportare il racconto dal titolo “O Anjo Corredor”, a firma della scrittrice brasiliana prematuramente scomparsa, Katerine Dumont. Protagonista del breve testo é appunto l’Angelo di cui parliamo, tuttavia qui se ne dá una versione horror.

Tutto ció é l’occasione per ricordare un personaggio cult – anche per la sua tribolata biografia – nella narrativa verdeoro del terrore. Dumont nasce nel 1990 a Curitiba, figlia di un francese benestante, e di una curitibana di origine tedesca. Grazie ai legami familiari puó studiare a Parigi, ma sin dall’adolescenza é afflitta da una grave forma di depressione e da crisi di panico, con conseguenti e plurimi tentativi di suicidio. Al ritorno in Brasile si sposa e dá alla luce due figli, ma la morte del marito in un incidente stradale non fa che alimentare i suoi demoni. Che cercava di combattere con una letteratura del terrore tipicamente brasiliana.

Nel settembre 2016, a 26 anni di etá, muore. Sul corpo senza vita, in casa, non furono trovati segnali inequivocabili di suicidio, nonostante sia questa la causa di decesso piú probabile. Insomma sul certificato di morte si trova scritto «causa sconosciuta», e questo non fa che accrescere il mistero su questa vita sofferta.

Anjo Corredor

Nel palazzo signorile di una fattoria dedicata alla raccolta e lavorazione della canna da zucchero – un engenho – la governante si sveglia all’improvviso. E’ una scura notte di venerdí, e la donna crede di aver udito rumori provenienti dagli stabilimenti della fazenda. Va in cucina, apre la finestra, ma non vede nulla di sospetto. Pensa cosí di aver sognato, e torna a dormire. Qualche minuto dopo, sente di nuovo dei rumori: come se i cancelli della proprietá sbattessero tra loro. Capisce che non stava sognando e corre dal capataz, il guardiano della fazenda. Questi si veste rapidamente, afferra il fucile, e va in cerca dell’invasore.

Si avvicina con cautela, cerca di respirare in silenzio per non farsi scoprire; ma il cuore batte a mille. Tutto inutile, una potente bastonata lo abbatte, e resta a terra con le cervella che fuoriescono dal cranio. Poi l’uomo misterioso, con una tunica sporca e un bastone ricurvo in cima, sale lento la scalinata; finché non trova una porta, che sfonda con un colpo forte e rumoroso. Uccide cosí a bastonate l’intera sventurata famiglia, la governante e le cuoche. Poi tranquillo se ne va, e tutt’oggi vaga per le strade dell’Alagoas.

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