Americanos43
10 Aprile Apr 2019 0025 10 aprile 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 32

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Gli autisti dei camion che trasportano enormi carichi lungo le autostrade del Brasile - specie quelle che collegano il sertão del Nordeste al Centro e al Sul - ne sono convinti. E' frequente imbattersi in un automóvel encantado, in veri e propri veicoli magici che appaiono e scompaiono misteriosamente.

E' raro, secondo lo storico Luís da Câmara Cascudo, che esiste un camionista - ma anche un autista urbano - senza una storia fantastica da raccontare. Del resto, in un Paese immenso e con scarsa densitá, ove prevale il trasporto su gomma, le leggende non potevano escludere l'universo degli autoveicoli.

Specie se si considera la necessitá che detti viaggi debbano avvenire anche di notte, in paesaggi disabitati. Si racconta di motori o fanali che si accendono soli, o di rumori inspiegabili che provengono da un mezzo spento. Insomma, come scrive Benjamin Albert Botkin - uno dei massimi studiosi del folclore statunitense - «esistono svariati elementi per dire che la macchina non contrasta con l'elemento folclorico». Nelle righe che seguono descriveremo quindi alcune leggende, profondamente radicate in Brasile, e che afferiscono al locale mercato dell'auto.

Automóvel Encantado

La prima riguarda la Scuderia Ferrari, e la sua presenza al Salão do Automóvel de São Paulo, la cui prima edizione risale al 1960. Ebbene, in passato si raccontava che la Casa di Maranello non dovesse pagare alcunché, per esporre nel proprio frequentatissimo stand. Nel 2012 é stata peró svelata la non veridicitá del racconto, che ha cessato cosí di esser leggendario. Quell'anno, infatti, fu data notizia che l'impresa italiana non avrebbe staccato l'assegno dovuto, e quindi non avrebbe partecipato direttamente all'evento. Tuttavia, pur indirettamente, partecipó eccome, e la Ferrari 458 Italia ebbe grande successo, presso lo stand della Fiat.

Una storia che mantiene tuttora un alone di leggenda, riguarda invece il lancio della Fiat 147, (la versione brasiliana, e un po' rinnovata, della Fiat 127). Correva l'anno 1976, e per capire lo svolgimento dei fatti bisogna sapere sia della grande importanza del modello per la Casa torinese, sia della feroce concorrenza con i tedeschi della Volkswagen per la conquista del mercato locale. La Fiat 147 fu infatti la prima auto prodotta in Brasile dal marchio italiano: inauguró lo storico stabilimento di Betim in Minas gerais - ancora oggi colonna dell'industria nazionale - e piú in generale la fortunata avventura dell'azienda torinese in Brasile.

E comunque rappresentó un modello pionieristico anche per ragioni tecniche; ad esempio, si tratta della prima auto al mondo, fabbricata in serie, ad essere alimentata ad alcol. Per altro verso, la concorrenza tedesca puntava decisa sulla Volkswagen Brasília, giudicata essenziale per non perdere la quota di mercato conquistata dall'iconico Maggiolino. Ebbene, ancora oggi c'é chi assicura che la Casa germanica, nel 1976, abbia acquistato varie centinaia di Fiat 147, ordinando ai propri dipendenti di lasciarle in sosta, per diverse ore, col cofano aperto. Si suggeriva che il modello italiano appena uscito fosse solito andare in panne, e che era meglio continuare ad acquistare auto tedesche.

Per completezza va peró aggiunto che, in Brasile, la leggenda automobilistica per eccellenza, riguarda la Citroën Ds del 1955. C'é ancora chi giura che chi riuscisse a cappottarne una - molto difficile per via delle famose sospensioni idropneumatiche - ottenesse dalla Casa francese un nuovo modello.

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