Americanos43
4 Maggio Mag 2019 0034 04 maggio 2019

Leggende e favole del sertão brasiliano – 34

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La leggenda del Boitatá rappresenta la versione baiana del mito del Boi tatá - il serpente di fuoco - diffuso nell'intero Nordeste del Brasile. Il Boitatá invece, noto anche come Biatatá, ha avuto origine nell'area costiera baiana; e a complicare un po' le cose, va detto che il mostro ha assunto connotati differenti, dalle parti della cittadina di Ilheus.

E' ovvio che questi racconti hanno raggiunto notorietá nell'intera Bahia, compresa la regione del sertão.

Boitatá

Il Boitatá dei baiani é una donna incantata che vive nel mare, ma appare agli umani solamente di notte.

La sua caratteristica consiste nel poter aumentare pian piano le dimensioni, sino a raggiungere proporzioni enormi. Con la luce lunare, riesce quindi a creare un'ombra immensa, che terrorizza i malcapitati che assistono al prodigio. Gli antropologi hanno rilevato che da ogni parte del mondo - dall'Asia all'Africa, sino all'Europa - il folclore ha creato dei fantasmi, capaci di mutare le proprie misure. Ebbene, come anticipato, il (oppure la) Biatatá di Ilheus - la Capitale del cacao, ove lo scrittore Jorge Amado ambientó alcuni romanzi - ha caratteristiche diverse. Ad approfondire il tema é stato uno studio del professor Reinaldo Soares dos Santos, direttore dell'Ibec (Instituto brasileiro de educação, ciência e tecnologia) di Ilheus.

Il documento, dal titolo O encanto da lagoa, tra gli altri approfondimenti, tratta anche dei miti di quell'area, e in particolare della leggenda del Biatatá. Il titolo - col riferimento alla Lagoa Encantada, o Lagoa do Itaípe o Lagoa Grande - si deve alla particolare attenzione dedicata alla zona del leggiadro lago, alla periferia di Ilheus. Una regione da secoli nota per i miti, e i tanti racconti piú fantastici che veridici. Soares riporta le testimonianze di abitanti del posto, e per il primo il Biatatá consiste in due enormi fiamme, che improvvisamente s'innalzano e s'intrecciano con impeto, per poi tutt'a un tratto sparire.

Un bello spettacolo, peró terrorizzante, secondo il testimone, che lo paragona ai fuochi di artificio. Un altro degli intervistati racconta di due torce in movimento, che compaiono sopra il lago: a suo dire, queste fiammate ricordano un uomo e una donna, che litigano tra loro. Costui si dice convinto che queste apparizioni siano legate alla presenza nel lago di petrolio e diamanti: «non é che queste cose appaiano dappertutto...». Anche secondo una diversa testimone, gli incanti del lago dipendono dai minerali preziosi che custodisce. La donna riferisce che vennero anche «alcuni americani» a smuovere tutto e scavare: alla fine non trovarono nulla, e se ne andarono.

Tuttavia si dice certa che la recente crescita degli abitanti abbia fatto fuggire gli spiriti del lago. E se qui pare evidente come le ricchezze - vere o presunte - siano capaci di stimolare l'immaginazione - e quindi la creazione del mito - va aggiunto che da secoli la Lagoa Encantada é stata meta di bandeirante e avventurieri di ogni sorta; specie quelli in cerca di smeraldi e amazzoniti. Anche per l'intervistata, il Biatatá consiste in due fasci di fuoco - uno rosso e uno azzurro - che si rincorrono tra le sponde del lago. E' un incanto, assicura, che le ha fatto perdere nottate. Secondo un'altra testimone, il Biatatá era invece una palla do fuoco che compariva sulla superficie del lago: veniva per bruciare, e far scomparire il malcapitato di turno.

Chi invece era in canoa poteva salvarsi, sempreché non pronunziasse il suo nome.

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