Candid camera
26 Gennaio Gen 2018 1010 26 gennaio 2018

Settimo, non asternerti

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Anche la Chiesa si sta mobilitando per promuovere la partecipazione alle elezioni politiche del 4 marzo. Da qualche settimana, vescovi e cardinali lanciano i loro appelli, affinché non vengano disertate le urne, ma tutti si impegnino a onorare il dovere del voto. Così, il verbo “astenersi”, che nella predicazione cattolica è sempre coniugato con la virtù, nel caso delle elezioni cambia di segno: astenetevi dal bere, dal rubare, dall’uccidere e dal fornicare, guai invece al peccato di astenersi dal voto elettorale.

Ma se per decenni la Chiesa è intervenuta pesantemente nella vita politica italiana, talvolta suggerendo, e più spesso indicando con precisione in quale direzione votare, oggi è ben difficile intuire l’orientamento cattolico nelle urne.

La Chiesa vorrà forse sostenere il miliardario frodatore fiscale che ha creato il brand universalmente conosciuto del bunga-bunga? O preferirà i leghisti che non solo non vogliono più accogliere rifugiati, ma promettono di espellere quelli che ci sono già? O magari propenderà per i Cinque stelle, che ricordano un po’ il presepe. Ma se una sola stella cometa può indicare la via ai Re Magi, cinque stelle comete faranno solo confusione, ingorghi di traffico, percorsi impossibili. Chi rimane? Giusto il Pd, forse il partito attualmente più simile alla vecchia Democrazia Cristiana, se non fosse per l’eclatante peccato di orgoglio ed egocentrismo del suo segretario.

Già possiamo immaginare la gente in fila davanti al confessionale per il mea culpa. “Padre, mi perdoni, perché ho peccato. Guardi, io ci ho provato, sono andato al seggio, ma mi sono fermato nel corridoio, dove ci sono i manifesti sui muri, con i simboli dei partiti e le liste dei candidati. E a quel punto mi è venuta alla mente tutta la baracconata della campagna elettorale, i proclami dei capi politici – meno tasse, zero tasse, più lavoro, meno vaccini, più vaccini, più Europa e meno Europa, più America e meno Africa - tanto che a un certo punto avevo persino smesso di leggere i giornali, e se alla tv c’era un talk show, cambiavo canale e magari mi guardavo un po’ YouPorn, che mi sembrava più onesto e salutare. Insomma, glielo giuro, padre, io ce l’ho messa tutta, ma poi al seggio non ci sono entrato, sono rimasto qualche minuto lì, nel corridoio e poi sono tornato a casa”.

Ego te absolvo, vai pure figliolo… avanti un altro”

Twitter @eli_grandi

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