Candid camera
8 Febbraio Feb 2018 1400 08 febbraio 2018

Mammismi e Rovazzismi

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15 aprile 1994. Nel pomeriggio, la mia amica e collega Laura, tornata a casa dal lavoro, trova la propria madre seduta sul divano davanti al televisore acceso. Ha il viso rigato di lacrime e singhiozza. “Mamma, che succede? Perché piangi?”. “Guarda, Laura, guarda l’Irene, eravate compagne di scuola e adesso, guarda lei dov’è adesso…”.

Irene era la Pivetti, che proprio in quel momento si insediava a Presidente della Camera dei Deputati, all’età di trentuno anni, la più giovane nella storia italiana ad assumere quella carica così prestigiosa. Per la mamma di Laura era soprattutto “l’Irene”, la vecchia compagna di scuola di sua figlia. L’una arrivata a posare i lombi sullo scranno più importante di Montecitorio, l’altra destinata a rimanere un’oscura redattrice di una rivista di arredamento e design. Quando Laura ce lo raccontò, la mattina seguente, tutti ne ridemmo, ma lei non aveva l’aria divertita, era evidente che sua madre l’aveva ferita, cedendo a un sentimento difficile da definire, e che ci può scandalizzare, finché non ci accade di provarlo personalmente.

Ieri sera ho visto in tv lo spot della Fiat Panda con Fabio Rovazzi testimonial. Sotto il profilo economico si tratta forse del picco massimo nella carriera di questo giovanotto, che senza neppure completare le scuole superiori, ha già macinato successi prima come youtuber, poi come improbabile cantante, poi come ancora più improbabile attore cinematografico e adesso come testimonial, presumibilmente strapagato, della Fiat.

Rovazzi andava a scuola con mio figlio alle elementari. Erano compagni di classe, forse anche di banco. Entrambi ragazzini esili, dolci, intelligenti e curiosi. Una volta, sono stati anche in vacanza insieme. Non andò benissimo, emersero differenze caratteriali, cose di poco conto, erano bambini di 8 o 9 anni.

Poi, finite le scuole elementari, si sono persi di vista. Mio figlio ha proseguito gli studi con ottimi risultati e si è laureato col massimo dei voti. Ancora non è chiaro cosa sarà della sua vita. Probabilmente dovrà passare per l’inevitabile trafila degli stage non pagati, dare prova ogni volta di avere le qualità richieste per un lavoro, forse patirà delusioni e disillusioni. Scoprirà che quello che ha studiato ha pochissimo valore sul mercato. All’uscita di un colloquio, gli capiterà di passare sotto un cartellone luminoso con la faccia di Rovazzi nel film “Il vegetale”, nel quale interpreta un giovane in cerca di impiego. Oppure incoccerà la pubblicità della Panda con Rovazzi al volante.

Non mi troverà a casa in lacrime davanti alla tv. La Pivetti, a posteriori, è stata una meteora che non ha lasciato alcun segno nella storia d’Italia, né lo lascerà nella storia della televisione. Il groppo, insomma, non mi verrà per l’invidia, ma per un mondo fatto così, un mondo di Rovazzi, un mondo del cazzo.

Twitter @eli_grandi

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