Candid camera

27 Febbraio Feb 2018 1128 27 febbraio 2018

La signora Pina, dal Caimano alla Mummia

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Io non ci ho mai creduto, anche quando poi è successo davvero. Non ci ho creduto dall’inizio, dal 1994 in poi, che avrebbe potuto vincere le elezioni. Ma figuriamoci. Quanti italiani potevano essere così babbioni da seguire un simile pifferaio magico senza magia, un uomo così volgare e ignorante, che conosceva la politica solo per i favori che ne aveva ricevuto, uno che aveva accumulato ricchezza in modo oscuro, mercanteggiando con figuri occulti, che vantava come grande successo imprenditoriale l’aver creato tre canali tv completamente inutili, che non hanno aggiunto niente di buono o di utile o di bello alla televisione, solo macchine da soldi che ancora adesso usurpano ben tre tasti del telecomando, ma per me potrebbero anche non esistere, non li ho mai guardati e non li guarderò mai. No, impossibile che vinca le elezioni.

E’ pur vero che all’epoca, la signora del piano di sotto, che incontravo in ascensore, dichiarava senza remore: “Io voto Berlusconi, perché grazie a Retequattro posso vedere le telenovelas”. Okay, ma (pensavo) quanto può essere rappresentativa la signora Pina, una vedova settantenne col vizio dell’alcol? Che valore statistico può avere? Nessuno (pensavo).

Salvo scoprire, a voti scrutinati, che l’Italia era piena di signore Pine che avevano tributato il loro consenso al Caimano, mettendo l’intero paese nelle sue fauci.

Qualche anno dopo, mentre ristrutturavo una casa per abitarci, mi trovai in mezzo a una girandola di muratori, imbianchini, falegnami, idraulici, tapparellisti, traslocatori. Tutti, senza eccezione, al momento di saldare il conto mi chiesero di essere pagati in nero, in toto o in parte. Erano brave persone, artigiani che lavoravano bene, persone miti, gente che si faceva il culo. Ecco, loro sì erano un campione rappresentativo dell’elettorato, Gente a cui non fregava niente del bunga-bunga, delle figure penose di un premier che a ogni evento internazionale creava sconcerto e vergogna per tutta la nazione, a loro non importava che si annoiasse a governare, e di fatto avesse smesso di farlo, lasciando il paese in mano ai suoi seguaci famelici, affinché lo spolpassero ben bene. Quello che volevano era non pagare le tasse, evadere il fisco e sentirsi non indagati, non perseguitati, lasciati tranquilli nel loro lavoro quotidiano.

Quell’epoca sembrava finita. Ma il Caimano è tornato in forma di Mummia. E a quel che si vede in queste settimane di campagna elettorale, il miglior favore che gli è stato fatto è proprio la condanna che lo rende ineleggibile. Sapendo a priori che tanto non dovrà essere lui a governare, un’attività che lo ha sempre annoiato sommamente, tutte le sue energie sono al servizio della pura competizione elettorale, questa sì che gli piace e gli fa da elisir di giovinezza. Che gliene importa se le sue promesse mirabolanti non saranno mantenute? Non dipenderà da lui, lui se ne può sbattere altamente. Il suo compito è convincere la signora Pina, i milioni di signore Pine, a tracciare quella croce, a dirgli sì, ti amiamo ancora, facci sognare, lasciaci evadere in fisco in santa pace, tu che sai cosa vuol dire, che sei uno di noi, solo più ricco.

Continuo a non crederci, nonostante i sondaggi, l’effetto Trump. gli immigrati, l’antipatia di Renzi, l’ingenuità di Di Maio. Non posso credere che Berlusconi vincerà di nuovo le elezioni.

Nel caso, vorrei essere molto ricca, fare le valigie e volare in Nuova Zelanda. Agli antipodi dell’Italia. Agli antipodi della stupidità.

Twitter @eli_grandi

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