Candid camera
4 Marzo Mar 2019 1545 04 marzo 2019

Gli Zingaretti del Mulino Bianco

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Il Pd che esulta per la grande partecipazione al voto di domenica 3 marzo, ha da ringraziare – oltre al suo stremato ma indomito popolo – due circostanze particolari: la prima, già ampiamente riconosciuta, è stata la mobilitazione milanese del giorno precedente le primarie, gli oltre 200 mila che hanno dato il segno di un fermento diffuso, pronto a emergere contro il clima xenofobo e rabbioso che ristagna sul paese come una malefica perturbazione. La seconda circostanza da ringraziare è il fatto che l’uscita del nuovo film di Walter Veltroni, “C’è tempo”, sia stata programmata a primarie già concluse. Assistendo all’anteprima stampa di oggi, infatti, veniva da chiedersi quanto questo film avrebbe danneggiato il Pd , se uno dei suoi padri nobili ha firmato soggetto, sceneggiatura e regia di un film talmente poco credibile in tutti i suoi elementi, da risultare imbarazzante. Che sarebbe pure accettabile se fosse per davvero e per intero una favola, mentre purtroppo tenta di far poggiare la vicenda (un bambino ricco e orfano affidato a un fratello naturale povero e sognatore) su elementi di realtà e persino di attualità. E la realtà veltroniana è un colossale spot del Mulino Bianco, in cui personaggi da Mulino Bianco attraversano paesaggi da Mulino Bianco, ripresi suggestivamente dall’alto coi droni e riprodotti con colonna sonora da Mulino Bianco.

A contrastare questa melassa, la scelta di un protagonista patologicamente obeso, che non riesce a essere simpatico nemmeno per un istante pur provandoci in tutti i modi, né può risultare credibile come fidanzato di donne molto chic o come corteggiatore della smagliante Simona Molinari, la quale sfoggia non solo doti vocali ma anche una buona disinvoltura da attrice, insieme a una giusta ironia.

E se l’unico vero attore da commedia all’italiana è Max Tortora, in un perfetto cameo nel ruolo di carabiniere della stradale, tutto l’insieme si trangugia, per il tempo lunghissimo di un’ora e cinquanta minuti, come un indigeribile pastone di sentimenti piatti, di battute scontate, di registro visivo e narrativo da spot pubblicitario, a metà strada tra il Tavernello e i gelati Algida, esplicitamente citati, questi ultimi, in una sorta di promozione retroattiva del mitico ghiacciolo Arcobaleno.

La vicenda favolistica del film viene inoltre punteggiata da numerose citazioni in omaggio alla storia del cinema - da Truffaut a Fellini, da Ettore Scola a Bertolucci – cacciate a forza nella trama come bandierine appuntate dal puro arbitrio del regista, al quale si vorrebbe spiegare che i grandi maestri si omaggiano facendo bei film e non leziose celebrazioni postume.

Insomma, il Pd ringrazi il fatto che il film esca il 7 marzo, solo dopo l’incoronazione plebiscitaria di Zingaretti a segretario del partito. Le eleganti case di campagna filmate da Veltroni, con le tavole apparecchiate sotto pergolati fioriti, circondate dai verdi paesaggi delle colline emiliane, fanno pensare che Zingaretti potrebbe essere anche un perfetto nome da biscotti: gli Zingaretti del Mulino Bianco.

Twitter @eli_grandi

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