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25 Gennaio Gen 2019 1745 25 gennaio 2019

La BCE attendista promossa dai gestori

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Dopo il meeting della Banca Centrale Europea fioccano i commenti degli analisti in merito alle decisioni sulla politica monetaria di Francoforte.

La Bce prende tempo

A intervenire sul tema tra i primi è State Street. In teoria – commenta Michael Metcalfe, responsabile globale macro strategy di State Street Global Markets - quest'anno è iniziato il processo di normalizzazione della politica della BCE e potrebbe anche verificarsi un aumento dei rischi downside a breve termine. PriceStats, la nostra serie sull'inflazione online, suggerisce che nel primo trimestre l'inflazione headline è destinata a diminuire rapidamente all’interno dell’Eurozona. Conseguentemente, la prima decisione politica della BCE potrebbe essere quella di dover dissipare i timori di una forte contrazione del bilancio della stessa Banca Centrale nei prossimi due anni, portando a un'altra operazione di rifinanziamento più a lungo termine”. A rafforzare l’opinione, arrivano anche le parole di Sophia Ferguson, senior portfolio manager di State Street Global Advisors: “Con i dati sulla crescita e sull'inflazione più moderati, i commenti della BCE hanno avuto ben poco effetto nel rassicurare i mercati di non essersi lasciati sfuggire il momento opportuno per l’aumento dei tassi. Se da un lato sembra che i rischi di downside siano cresciuti negli ultimi mesi, dall’altro il rallentamento della crescita dell'Eurozona è destinato stabilizzarsi verso un trend. Anche se la normalizzazione della politica monetaria è in corso, date le condizioni economiche, un ciclo di incremento dei tassi, che altera materialmente l'orientamento politico, sembra essere fuori portata”. Pone l’accento sui rischi Antoine Lesné, responsabile Strategia e Ricerca EMEA di SPDR ETFs: Se da un lato possiamo ancora considerare valide le prospettive a medio termine leggermente superiori al potenziale, dall’altro, i rischi di downside nel breve periodo, dalla Brexit alla volatilità dei mercati finanziari, sono stati oggetto di discussione. Per il momento, la BCE non sembra avere fretta di modificare la propria linea. La BCE ha a disposizione altri strumenti per far sì che l’inflazione core raggiunga nuovamente livelli più elevati, intorno allo 0,9% - 1%. Ci aspettiamo che l'euro si indebolisca ulteriormente e che i rendimenti sovrani core rimangano nel range basso visto di recente, prima di assistere a notizie più positive su altri fronti globali”.

Scenario incerto per gli investitori

In questo contesto diventa quindi complesso anche elaborare previsioni. Lo stesso vale per il mondo variegato delle criptovalute che rappresentano un investimento a cui gli italiani guardano spesso con interesse. Anche su questo fronte qualcosa sta cambiando e la corsa sembra rallentare il passo. Punti di riferimento utili per gli investitori sono rappresentati da portali specializzati come investingoal.com che consentono un confronto chiaro e costante tra i principali player in gioco, come la possibilità di accedere alle opinioni sulla piattaforma etoro.

Positiva la scelta di Draghi per Merian Global Investors

Per Nick Wall, gestore del fondo Merian Strategic Absolute Return Bond di Merian Global Investors: “Gennaio è stato il primo mese in cui la BCE non ha incrementato il proprio bilancio comprando obbligazioni, e alcune delle economie dell’Eurozona potrebbero già essere entrate in recessione. Inevitabilmente in molti chiedono uno stimolo ulteriore per sostenere il sistema bancario e rilanciare la crescita del credito. Tuttavia, una correlazione non implica un rapporto causale. Gran parte della debolezza di alcuni Stati è legata ad un contesto esterno più debole per via della Brexit, del venir meno del programma di stimolo negli Usa e in particolare del rallentamento della Cina, piuttosto che essere dovuta alla fine del QE della BCE. Il Presidente Mario Draghi è abile, ma non può risolvere i problemi di tutto il mondo. Il quadro domestico nel complesso sembra ancora solido, con la disoccupazione in calo, i salari in aumento e il prezzo del petrolio su livelli bassi rispetto alla storia recente. Mentre si sviluppano queste dinamiche esterne, tutto ciò che la BCE può fare è mantenere condizioni finanziarie più accomodanti possibile nell’Eurozona svalutando l’euro, fornendo una forward guidance chiara e determinata per il futuro e riacquistando le obbligazioni che arrivano alla scadenza. Draghi ha fatto bene a non essere reattivo oggi, perché l’Eurozona è un ‘passeggero’ all’interno di un rallentamento globale influenzato dagli Stati Uniti e dalla Cina. Gli strumenti a disposizione della BCE sono realisticamente limitati alla forward guidance e alle TLTRO, quindi ha senso risparmiare le munizioni in quelli che saranno mesi cruciali per l’economia mondiale”.

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