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4 Febbraio Feb 2019 1905 04 febbraio 2019

Donne e sport: binomio vincente

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Non è sicuramente facile porre l’attenzione del pubblico italiano su uno sport che non sia il calcio soprattutto se praticato da una donna.

In passato la donna nello sport era vista come anormale perché si contrapponeva con l’immagine della donna curata e dedita alla famiglia, oggi si può invece pensare ad una donna bella ma anche sportiva e sicuramente siamo lontani dalle regole delle Olimpiadi antiche che venivano aperte esclusivamente a cittadini di sesso maschile.

Lo Sport nasce come esaltazione di qualità quali virilità, forza e sacrificio che spesso non sono riuscite ad andare di pari passo con il mondo femminile, qualcosa è cambiato se pensiamo alle storie di tante donne sportive. I valori che la donna ha sempre incarnato come la grazia, la bellezza e la sensibilità oggi sono sempre più presenti nello sport in rosa dove ora è libera di esprimere la sua aggressività senza il timore di perdere l’appoggio e l’amore.

Rispetto a prima dove era sconosciuta al grande pubblico oggi il dislivello dettato dalla disparità nella condizione uomo-donna non esiste più o perlomeno è meno accentuato. Si conoscono le storie femminili di sport e se ne apprezzano i sacrifici oltre che il risultato.

Sembrava un’impresa difficilissima ma la storia sportiva degli ultimi tempi ha messo in luce l’importanza dei risultati sportivi femminili e le imprese storiche di ragazze che hanno creduto fino alla fine, vincendo. Se pensiamo all’apertura nel calcio ai club femminili o alle vittorie epiche in altre discipline, come quelle di Federica Pellegrini, Valentina Vezzali, Flavia Pennetta, Tania Cagnotto, Alessandra Sensini che sono il simbolo di forza, impegno e dedizione, madri e donne vincenti.

Come non ricordare poi Debora Compagnoni, Fiona May, Carolina kostner, Sofia Goggia, Rossella Fiamingo, Silvia Salis.

Storie in alcuni casi di protesta come ad esempio quella della britannica di origini iraniane Ghoncheh Ghavani che nel 2014, per protestare contro la condizione delle donne in Iran, fu imprigionata per aver assistito ad una partita di pallavolo maschile a Teheran ma anche storie di determinazione e amore per lo sport come quella di Alysia Montan che gareggiò negli 800 mt. piani ai campionati statunitensi di atletica all’ottavo mese di gravidanza.

Una storia che ci dimostra come una passione diviene un’ambizione che supera i limiti fisici personali, proprio come le atlete paralimpiche Bebe Vio, Nicole Orlando, Assunta Legnante e tante altre come la Storia di Carolina Costa, judoka ipovedente tesserata con la FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) che a novembre scorso ha conquistato un bronzo storico nel Judo ad Odivelas in Portogallo negli “IBSA Judo World Championships” alimentando il sogno di partecipare alle Paralimpiadi di Tokyo del 2020 considerando che la competizione accumulava punteggio per le Paralimpiadi in Giappone.

Lo sviluppo dello sport in rosa, inoltre, ha spinto i brand sportivi a ricercare una nuova clientela nel mondo femminile .

Dato rilevante anche dal punto di vista del Marketing visto che il numero delle donne che pratica sport e che segue in Tv eventi sportivi è in costante crescita nella fascia over trenta. Il comportamento di acquisto e la rilevanza del target femminile nello Sport è importante anche se consideriamo che sostiene una spesa media annua maggiore rispetto alla media nazionale nei comparti del personal care e dell’alimentazione.

Grandi passi avanti si sono fatti dal punto di vista di mentalità e di rispetto dei diritti allo sport. Molti passi sono ancora da fare.

Lo Sport è una palestra di vita, sia per l’uomo che per la donna e un po' di femminilità certamente giova allo Sport. L’uomo e la donna hanno competenze diverse ma la stessa identica forza nel raggiungere gli obiettivi.

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