Individuo/società43
28 Gennaio Gen 2018 1144 28 gennaio 2018

LE PROBABILI IMPROBABILITA' DELL'AMORE

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VITA E MORTE DELLE REGOLE IN AMORE

La tradizione sociologica, affrontando il tema dei sentimenti amorosi, parte dall’assunto che è sempre la cultura a dover garantire le dovute forme espressive al ribollente repertorio di pulsioni che agita ogni sentimento amoroso. Specchio fedele della complessità sociale in cui viviamo, l’instabilità che caratterizza la coppia moderna inaugura nel ménage di coppia la c.d. relazione pura, una forma di relazione intima fortemente incentrata sulla unicità di chi la incarna e basata su un amore che si definisce convergente. Pura non per testimoniare una qualche autenticità, ma per affermare la necessità di rispondere a diverse istanze di sostegno relazionale alla pari tra i partner che svariano dal professionale al sanitario, dal ricreativo ai tempi di vita dedicati alle pratiche di consumo o dello stesso tempo libero come ambito dove esprimere uno status sociale conformato ad una originalità a due, identificata da uno stile e continuamente rafforzata nelle sue pratiche. Lo sviluppo dell’amore romantico si accompagnò a tre decisive trasformazioni nell’ambito familiare: il focolare domestico-privato, il mutamento del rapporto genitori-figli; l’invenzione della condizione infantile che reclama una crescente sottolineatura del ruolo materno all’interno di una accresciuta attenzione genitoriale dati i crescenti requisiti di socializzazione che il nuovo nato doveva rispettare. Dall’antico processo di assimilazione dei costumi familiari da parte del neonato si passò allo sviluppo di un feedback positivo tra nuovo nato e famiglia, con reciproche plasmazioni di sensibilità, progetti e status sociale. Ovviamente – e siamo dentro il ‘900 - si ridefiniscono anche le dialettiche tra maschile e femminile, dalle donne child free ai padri materni ecc. Tuttavia, il raggiungimento di quella che chiamiamo relazione pura, legame basato sulla parità sessuale e sentimentale tra uomini e donne, implica una democratizzazione su vasta scala dei rapporti interpersonali che avviene sempre più all’interno di una cifra emotiva neutra, incline all’indifferentismo. La crescita costante del numero delle interazioni sociali, moltiplica la loro anonimità, con i contatti umani che aumentando di numero, diminuiscono d’intensità. Questa trasformazione dell’intensità emotiva della relazione è figlia della normalizzazione dell’eccezionale, con la discretizzazione della maggior parte degli eventi che ci riguardano che è la conseguenza sul piano personale del controllo dell’imprevedibile a livello sociale. Ora, se l’amore romantico era anche disinteressato, quello convergente è assai pesante dal lato delle risorse relazionali impiegate. Nell’amore convergente le ragioni del cuore devono trovare coincidenza con lo status-ruolo, mentre nell’amore romantico ci si basava su una forte disparità dei sessi, annullata sul piano sociale – dato lo scarso riconoscimento della condizione femminile – e recuperata sul piano della dipendenza affettiva dalla persona amata. L’individuo contemporaneo, pur mantenendo e rispettando i vincoli dettati dalla forma sociale di innamoramento disponibile (amore come passione), deve sempre amare il suo partner e dimostrargli di farlo, ma non deve dipendere completamente da lui, così come non deve confondersi con esso. Del resto, la fusione sentimentale sarebbe difficile da sostenere per le modalità individualistiche di percezione del mondo che abbiamo elaborato, le quali devono concedere al legame amoroso lo stretto necessario per sostenerlo senza mettere completamente in discussione la visione individuale della realtà. A differenza del passato, nell’amore convergente ogni individuo rimane indipendente dentro una relazione sessualmente ed emotivamente egualitaria che favorisce l’autonomia individuale e l’intensità emotiva, pur rischiando spesso di trasformarsi in un narcisismo a due. L’amore convergente è anche paradossale perché smentisce la natura totalizzante del sentimento amoroso; essendo contingente, non tollera il carattere di unicità in cui si attivava emotivamente l’amore romantico e se ogni grande amore si percepisce tendenzialmente come eterno, quello convergente sembra fatto per divenire reversibile, chiedendo un patrocinio sociale al piccolo amore: l’amicizia. Tuttavia, la relazione pura costituisce una dimostrazione del forte indebolimento delle capacità del tessuto culturale di garantire forme espressive stabili ai sentimenti amorosi. Il tema è di stringente attualità perché se l’altro continua ad essere convocato nelle dinamiche esplorative dell’inconscio amoroso, stante la debolezza normativa delle forme espressive delle proprie pulsioni, ne potrà anche essere travolto, come testimoniano purtroppo, molti fatti di cronaca. Date le premesse, il gran numero di separazioni diventa la conseguenza diretta dell’amore convergente ed anche nella parabola del sentimento amoroso occorre ravvisare le tracce di quegli elementi di messa in questione del legame che ostacolerebbero le dinamiche di azione vincenti nella nostra epoca, in specie quelle che si fondano sulla capacità di mutare qualcosa nel suo opposto, prescindendo da qualsiasi stabilità o natura intrinseca. Gli economisti possono stare tranquilli: questo è proprio il loro momento.

Rossano Buccioni

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