Individuo/società43
16 Settembre Set 2018 1256 16 settembre 2018

IL TEATRO IMPROVVISATO DELL'UOMO QUALUNQUE E LA COMPLESSA SOLIDARIETA' TRA SCONOSCIUTI

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L'attribuzione occasionale di ruoli reversibili

Il Tir andato a fuoco di recente sotto la galleria dell’A14 nei pressi di Grottammare ha svelato le tante criticità della circolazione stradale sulla dorsale adriatica. L’incremento costante del traffico veicolare rende i criteri realizzativi delle autostrade ultimate negli anni ’50-’60 del ‘900 obsoleti anche perché concepivano la circolazione veicolare in modo ottimistico e standardizzato, quindi non dalla prospettiva della probabile emergenza a seguito della presenza sulla stessa sede viaria di diversissime tipologie di guidatori. Gli ingorghi che si sono verificati a causa del blocco autostradale hanno ravvivato la discussione sulle questioni relative al Traffic stress disorder, una vera patologia che colpisce chi deve passare ogni giorno molto tempo in auto e che determina costi sociali crescenti. Quando le condizioni del traffico impediscono di procedere, la prima condizione di novità sarà la sospensione degli scopi che richiedono l’uso dell’auto. La seconda riguarda la costrizione ad esibire abilità comunicative improvvisate di fronte a perfetti sconosciuti che vivono con noi l’emergenza; le circostanze ci costringono a superare la naturale ritrosia nel dover entrare in un rapporto di comunicazione opportunistica con il primo che capita, fermo anche lui in mezzo alla strada, venendo a contatto con la sua personale versione degli eventi. In caso di emergenza si è combattuti tra l’intenzione di proporre una falsa immagine di sé – di cui chi incontriamo difficilmente ci chiederà conto - o l’adozione di un comportamento omogeneo alle nostre abitudini, sapendo però che la concreta possibilità di non incontrare più i nostri occasionali compagni di sventura non ci potrà ricompensare per la coerenza dimostrata. In situazioni di utilizzo collettivo di risorse ad accesso limitato (un ambulatorio medico come un’autostrada), quando scatta un’emergenza o la completa privazione del servizio, le strategie comunicative delle persone coinvolte disegneranno una netta opposizione noi/loro - utenti VS fornitori del servizio – con il frequente travisamento dei fatti che reclama le sue tifoserie. In Italia questa rimostranza è particolarmente forte e scatta come un riflesso condizionato, enfatizzando le conseguenze negative del disservizio ed assolvendo il cittadino che trasforma i disagi subiti in potenti veicoli di comunicazione tra sconosciuti. Se su un’autostrada si vede la gente bloccata camminare sull’asfalto rovente dentro la chiara negazione del diritto al suo utilizzo, gli ovvii discorsi negativi sui gestori del servizio saranno vissuti come una sorta di risarcimento anticipato dato che nel disagio l’unica ragione che ci muove a parlare con chi vi è coinvolto come noi, sarà la facile negazione di ogni elemento a discolpa per il pubblico gestore, rinvigorendo la canèa del luogo comune che vede il fortilizio della P.A. opporsi fieramente al cittadino/utente. Non scegliendo noi i nostri occasionali interlocutori, la comunicazione tra estranei in condizioni critiche si mostrerà paradossale perché non conoscendo né le persone coinvolte insieme a noi in un’attesa snervante, né le capacità che lo sconosciuto ha sviluppato nell’affrontare situazioni emergenziali, saremo combattuti tra lo sviluppare forti solidarietà, oppure avversioni potentissime per le modalità che l’estraneo pone in essere nella lettura della situazione, specialmente se ci chiede inconsapevolmente di farci carico anche della sua porzione di disagio. L’incontro casuale con altri automobilisti nelle normali code cittadine o in un blocco viario sotto il sole configura una situazione di stress in cui vediamo la nostra frustrazione riflessa in quella altrui e si dovrà accettare un canale comunicativo diretto – parlare creando circuiti di solidarietà tra sconosciuti – magari mirando al bersaglio grosso della pubblica inadempienza. Riaccesi i motori si tornerà a fare dell’auto un potente strumento di comunicazione indiretta, incaricato di rispecchiare la nostra personalità riuscendo benissimo a tradurre in un istante la lettura della realtà sociale che facciamo traslando nel traffico. Allora il solidarismo occasionale in caso di blocco stradale potrà tornare a mutarsi nel bieco agonismo al volante non appena il tratto interrotto sarà ripristinato, con lo scorrimento anonimo dei singoli interessi che cancella la provvisoria intesa tra sconosciuti realizzatasi qualche minuto prima, facendo della strada la perfetta metafora della normale relazione tra individui anonimi.

Rossano Buccioni

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