Individuo/società43
3 Novembre Nov 2018 1551 03 novembre 2018

LA ROCCIA VIVA DELL’ANGOSCIA

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La paura globale dell’uomo residuale

In questo periodo ci sono molte Feste delle Streghe in diversi paesi d’Italia. Spesso gli organizzatori di queste manifestazioni, otre ad invitare attori ed intrattenitori, convocano famosi psichiatri che affrontano il difficile tema della paura nella condizione giovanile e in quella adulta. In molti hanno affrontato il difficile tema: da Giovanni Paolo II agli ayurvedici, dalla meditazione trascendentale ai gruppi di auto-riconoscimento, dai nuovi approcci psicoanalitici alle culture neo-comunitarie. Il mondo umano ha sempre più paura. Z.Bauman escogitò l’immagine teorica della società liquida nella quale declino, scomparsa delle organizzazioni sociali e politiche, ricchezza solo per pochi e rischi per chiunque fanno perdere al cittadino globale ogni sua certezza. Se per Bauman di società (quella che prende il testimone dalla comunità) ve ne è poca, per Niklas Luhmann ve ne è troppa, ma non nel senso che c’è molto welfare, solidarietà o etica sociale. La società - come sostantivo - si è mutata nell’aggettivo corrispondente: è diventata il sociale. Cos’è il sociale? Il termine non indica una cosa, ma un modo d’agire e pensare che deve inseguire le sue infinite possibilità di ricombinazione, sia nella sfera pubblica che in quella privata.

La società diventa “il sociale”

Se una cosa, un’azione o una relazione si sviluppano in un certo modo, a me deve interessare subito che potrei svilupparli diversamente, farli diventare diversi da come sono. Il loro valore non sta nel mantenere una natura stabile nel tempo, ma nel mostrarsi potenzialmente diversissimi da sé stessi. La somma di queste infinite ricombinazioni di tutto con tutto fa la società globale. Questa società che non è fatta da noi, ma dalle possibilità che ci vengono imposte di essere sempre diversi da noi; non vive perché non è ciò che gli uomini fanno, ma in gran parte ciò che essi subiscono. Se domani passassero a miglior vita 30 importanti scienziati tedeschi, il sistema scientifico della Germania non peserebbe di meno perché ormai non vi è nulla di una persona che non possa venir sostituito nella società. Questa dinamica prevede il passaggio dall’orientamento al senso a quello della semplice funzione che ha investito in pieno la nostra società dato che ormai l’uomo è previsto dalla funzione (anche se con la robotica assistiva già si profila un deciso salto di qualità della funzione). Noi viviamo, pesiamo, sentiamo di amare: la società no, eppure influenza completamente ogni aspetto della nostra esistenza. Com’è possibile? Ormai tra sociale e società vi è solo assonanza linguistica e niente più; sociale non è relativo a qualcosa che facciamo o pensiamo in gruppo. Nonostante le contraddizioni della nostra società ci dicano che c’è molta distanza tra ciò che pensiamo ed i risultati che otteniamo, in pochi vogliono pensare il rapporto dell’individuo col mondo in modo adeguato ai disastri che accadono ogni giorno. Sociale non è aggettivo che connota una qualche operazione per gli uomini capace di esprimere un senso. Con “sociale” ormai si dice ciò che è interesse della società mettere in moto, ma non più il suo significato perché questo è stato assorbito dalla funzione come determinante criterio dell’agire. La vittoria della funzione sul senso delle cose ha dato sia vantaggi che problemi. Così, se l’economia diventa un importante sistema sociale, il senso del denaro si muta nel codice pagare/non pagare ed aumentando a dismisura le possibili azioni, le merci disponibili, il benessere, i capitali, la finanziarizzazione dell’economia, il senso di ciò che si fa (il perché) viene normalizzato nelle tante operazioni che diamo quasi per scontate (il come). Noi accettiamo questo meccanismo – non possiamo farne a meno pena l’esclusione dalla società - ma non ci accorgiamo che, agendo saremo agiti, decidendo saremo decisi perché in una società che non pensa e sente come gli uomini che pur la compongono, la ricompensa che ci viene data per accettarci è l’illusione di poterci mantenere saldamente al centro delle nostre scelte.

Illusioni come effetto placebo

Del resto la nostra psiche non è congegnata per tenere nascoste ad alcune sue parti la realtà autentica della nostra vita psichica? Non è forse vero che una grande percentuale delle nostre dimensioni di coscienza si nascondono nell’inconscio e non ne siamo pienamente consapevoli? La nostra mente quanti falsi sé elabora, divenendo una fabbrica di effetti placebo che dalla squadra del cuore alla politica, alla nuova amante (amori tampone) ci deve nascondere il fatto che purtroppo non vediamo ciò che non vediamo? La nostra è una società che voluta dagli uomini, mostra ormai di essere così autonoma nelle sue logiche da renderli sostituibili e con le nuove tecnologie, di farne addirittura a meno. Dunque se c'è troppo sociale – nel senso di troppa complessità del “possibile-altrimenti” intorno e dentro di noi - si spiega l’esplosione di angoscia che devasta la città dell’uomo al tempo presente. Se ci fossero più azione, sentimento, partecipazione, cittadinanza, cioè valori sociali nel senso di espressioni umane che poi si fanno società, l’uomo starebbe meno male. Invece l’azione, il sentimento, la partecipazione ecc, pur essendoci sono subito svuotati dalla loro frammentazione e ricombinazione incessante: anche i valori sembrano diventare altro da sé. Il processo di socializzazione che tutti dobbiamo accettare piazza delle sonde immateriali nella nostra testa (con le tecniche brain/computer interface lo si sta facendo concretamente in medicina). Le sonde sono: il ruolo, lo status, il riconoscimento, lo stile, i dispositivi di indifferenza civile, ecc. Veniamo ricompensati se accettiamo l’azione di queste sonde che determinano comportamenti di senso comune (in fin dei conti i satelliti commerciali che ci spiano sono il perfezionamento tecnico di longevi dispositivi culturali di controllo e condizionamento). Pensare di sconfiggere la paura potenziando il senso di autonomia delle persone contro l'orizzonte sociale probabilmente rappresenta la semplice ricezione nelle scienze del comportamento delle teorie del potenziamento del sistema di difesa immunitaria all’interno della riflessione sulla debolezza del soggetto contemporaneo. Il passaggio da un’economia di mercato ad una società di mercato prevede che il valore di una mela stia subito altrove, nelle monete per comprarla. Allora di cosa si ha bisogno per andare subito oltre un oggetto, emozione o verità? Di un sociale forte e di un soggetto debole che vivrà con molte cose, like, auto, lifting, ecc., ma in una società liquida che gli fa sempre più paura. La radice delle nostre angosce è qui e le tante miss streghe di Halloween, con i ragni finti nelle parrucche, lo sanno benissimo.

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