L'arco di Ulisse
13 Marzo Mar 2018 1416 13 marzo 2018

Il trailer annuncia un nuovo capolavoro?

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Ho visto il trailer di “Loro”, il film di Paolo Sorrentino sulla vita dell’ex cavaliere di Arcore, che avrà il suo debutto mondiale al Festival di Cannes. L’immaginario collettivo non subisce contraccolpi: party a bordo piscina, sesso, una riunione istituzionale, le coppe sportive in bella mostra in salotto, Veronica Lario in versione triste e finanche le pose di Dudù, star a quattro zampe del jet society e della cronaca frou frou dei settimanali di intrattenimento. Sono le prime immagini del nuovo e attesissimo film del regista napoletano, interpretato da Toni Servillo.

"Ma te che cosa ti aspettavi di poter essere l'uomo più ricco del paese, fare il premier e che anche tutti ti amassero alla follia?" domanda, in maniera sbrigativa, una voce con accento del nord. "Sì, io mi aspettavo proprio questo" risponde un’altra quasi identica a quella dell'ex premier, con un tono nostalgico e riflessivo.

Ecco, subito mi son chiesto se da questi primi fotogrammi si potesse risalire all’intera opera. In ogni caso, non ho resistito alla tentazione di accennare una critica (in verità un’opinione personale) al film, non vedendone che pochi secondi. E, quindi, giù con la domanda: cosa suscitano le immagini del trailer, al di là di un “già visto” che, inevitabilmente, appartiene all’immaginazione collettiva che gli italiani sono andati costruendo, negli anni, seguendo le vicende berlusconiane?

So bene che nel caso di un film, l’obiettivo di ogni recensore è offrire gli strumenti per avvicinarsi allo stesso in modo più consapevole, presentando possibili chiavi interpretative, mettendo in luce lo stile e contestualizzando il contenuto in maniera più ampia possibile, ad esempio attraverso paragoni con altre opere, o accostamenti con la realtà. Ma, qui, il problema non si pone. Qui, si gioca a creare premesse per giungere a dire, in poche righe, quello che ho avvertito e intuito vedendo un semplicissimo trailer. Per carità, criticare un film, avendo come base il solo trailer, e per giunta di un autore complesso e ricercato come Sorrentino, non va bene. Il regista, nella fattispecie, potrebbe aver realizzato un’opera spiazzante per il restante 99% del tempo che ne rimane.

Pertanto, mi avvio frettolosamente alla conclusione, e, dunque al nucleo della mia “critica”: Sorrentino, nel dispregio stilizzato di una visione fugacemente morale, che finisce per essere, invece, celebrativa del male più banale e volgare, ci racconta in maniera psichedelica la vita di chi ha condizionato il paese per vent'anni, romanzando e, quindi, idealizzando una media figura di benestante, resa politica e di stato dalle frustrazioni di milioni di italiani.

Nella realtà, Berlusconi, potrebbe solo aver realizzato il sogno di ogni “Cazzaniga”, o “Brambilla”. Farne un’opera d’arte, rischiando anche di produrre un capolavoro, o comunque un’opera che potrebbe essere giudicata tale, considerato il carisma dell’autore, è un azzardo che richiede comprensione.

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