L'arco di Ulisse

19 Giugno Giu 2018 1107 19 giugno 2018

Non andare con gli zingari nel bosco

  • ...

“Gli zingari rubano, ospitali a casa tua!” – dice la vulgata pentaleghista. Vero, alcuni rubano. Ma per punire i ladri di ogni sorta ed etnia ci sono le leggi. Rubano in tanti al mondo, anche gli italiani e finanche i tedeschi. Deportare un popolo perché ritenuto interamente borsaiolo resta una soluzione oscena, tipico di un governo stupidamente autoritario e giammai autorevole, che crea i presupposti per una società caratterizzata dall’odio, dai risentimenti, dalle brutture nevrasteniche di un razzismo elevato a propaganda politica e persino a ideologia.

Espellere chi non ci piace sarebbe un metodo applicabile a tante categorie. Che, forse piacciono i politici e i funzionari corrotti, sorpresi con il malloppo in mano e passati in giudicato dai tribunali? Per caso i mafiosi stanno simpatici a qualcuno? Qui, la logica salviniana non trova luogo per la sua realizzazione? Eppure, pare che lo slogan preferito dal Ministro degli Interni sia “Prima gli italiani!” Forse, vale a intermittenza, oppure solo per i diritti, non per i doveri.

Non riuscire a provare alcun interesse e nessuna curiosità per i rom, un popolo antichissimo, che parla lingue diverse e usa una scrittura derivante dal sanscrito, preferendo concentrarsi su una discriminazione secolare, basata sul pregiudizio comune, è il segno tangibile di una società contemporanea che azzera il valore culturale delle minoranze etniche, fino a desiderarne l’allontanamento, o addirittura l’estinzione. Come se i rom non fossero uomini, donne e bambini con sentimenti, talenti, entusiasmi. Come se non fosse vero, per esempio, che la sensibilità degli zingari per la musica è proverbiale. È facile trovare negli accampamenti dei rom e dei sinti degli strumenti musicali, soprattutto violini, cimbali, chitarre. E, spesso, pur non conoscendo le note e i trattati sull'armonia, questi musicisti sono eccellenti arrangiatori di melodie popolari straordinarie. È alla creatività zingara che si deve il flamenco, conosciuto in tutto il mondo ed espressione musicale tipica dei gitani, cioè dei rom di Spagna.

Infine, dei dati: i popoli romanì (rom, sinti, camminanti) sono la principale minoranza etnica in Italia. La loro presenza varia, secondo stime diverse, dalle 90.000 alle 140.000 persone, di cui circa 70.000 con cittadinanza italiana. I rom autoctoni, discendenti di gruppi presenti in Italia sin dal medioevo, sarebbero circa 45.000. La maggior parte dei rom italiani è stanziale e urbana. Nei cosiddetti "campi nomadi", secondo il censimento del 2008, vivono in tutto 12.346 persone, tra le quali 5.436 minori.

Correlati