L'arco di Ulisse
17 Agosto Ago 2018 1507 17 agosto 2018

Una "Giornata della Riluttanza" contro i dispensatori dell'abbrutimento sociale

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Quando una nazione può definirsi incivile? Ecco, si stabiliscano i parametri di giudizio per arrivare a qualificare l’attuale classe dirigente del Paese, tra le più inadeguate della storia politica universale, e avremo finalmente la misura della stupidità, della rozzezza, dell’incompetenza che hanno trasformato un luogo di antica civiltà, come l’Italia, in uno Stato fondato sul diritto alla mediocrità in ambito amministrativo e politico.

Un ministro xenofobo e razzista, del nord, col suo aiutante di campo, del sud, stanno letteralmente dilaniando un patrimonio storico di umanità, acquisito in un secolare processo di evoluzione e studiato in tutte le scuole del mondo. Un agitatore di provincia e un potenziale analfabeta del futuro prossimo perseverano nell’esercizio di un potere goffo, dannoso e pericoloso senza incontrare un vero e proprio nucleo di opposizione che abbia connotati popolari e si esprima in funzione di una causa collettiva.

Quasi tutta l’informazione nazionale rinuncia sistematicamente a una critica pertinente, la cui mancanza ha del clamoroso. I giornalisti e gli opinionisti dello star system preferiscono adagiarsi su posizioni soffici, anche quando avrebbero da confutare le più colossali scemenze, riferite in serie, dai governanti di turno. Mentre, gli intellettuali e gli scrittori, in genere, sembrano muti. I più furbi, naturalmente, cercano lo scontro individuale per un proprio tornaconto, abituati come sono a trarre profitti in ogni situazione e a cercare l’occasione giusta per una maggiore visibilità, soprattutto quando il pubblico comincia a sospettare che, tutto sommato, non sono titolari di un pensiero originale e profondo, men che meno di una scrittura pregnante.

Di fronte, dunque, a una autentica catastrofe culturale, di proporzioni gigantesche, la cui stessa educazione di base della società rischia di essere trasfigurata in un concetto astratto, nessuna mente autorevole, nessuna coscienza superiore, nessuna carica istituzionale e religiosa avverte la necessità di porre freno alla barbarie teorica di personaggi, che in qualsiasi tempo del passato sarebbero stati bollati come minus habens.

E, senza troppi fronzoli, evitando, qui, citazioni e riferimenti superflui, sono giunto al dunque di questa estensione: occorrerebbe che gli operatori della comunicazione, coloro che svolgono un mestiere intellettuale, i blogger, gli influencer della rete e tutte le anime sensibili a cui fanno orrore la limitatezza e l’arroganza di chi sta al comando del Paese, facciano fronte comune per arrestare un devastante processo di involuzione sociale che potrebbe portare l’Italia a vivere un’epoca che i posteri definirebbero di neo-oscurantismo.

Pertanto, si rende auspicabile che i direttori di tutti i giornali italiani, gli scrittori, gli artisti e tutte le persone che vivono osservando il principio sano della lealtà, del merito, dell’etica, dell’impegno si compattino in una giornata di “Riluttanza”, per contrastare la legittimazione di un sistema sociale brevettato per il solo e buffo trionfo della mediocrità. Ogni testata, cartacea e online, presenti, in quella giornata, un editoriale critico, articolato e intellettualmente onesto sui contenuti fin qui proposti dal governo e i modelli comportamentali dei suoi principali esponenti. Potrebbe essere l’inizio di una resilienza collettiva, oltre che il segnale determinato di un “controllo” attento e retto, tanto invocato dai consumatori di notizie.

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