L'arco di Ulisse
1 Ottobre Ott 2018 1859 01 ottobre 2018

Vuoi mettere il ponte rovinato di Casalino (ferragosto e il giorno di San Rocco)?!

  • ...

La notizia sta facendo il giro del Web: nei giorni a ridosso del crollo del ponte Morandi, a Genova, diversi operatori dell’informazione chiedevano al portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, informazioni circa le decisioni del governo per gestire il disastro che aveva causato 43 vittime.

«Mi salta il Ferragosto, non stressatemi la vita». E, poi: «Mi è saltato il Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco e Santo Cristo. Mi chiamate come i pazzi, cioè datevi una calmata»:

in questi passaggi, l’essenza sbalorditiva del nuovo capolavoro audio dell’ex reality star. Un genio assoluto dell’inidoneità, non c’è che dire. Rocco Casalino, dunque, indice più genuino che vale a qualificare l’approssimazione di un potere accidentale? Oppure, solo la conseguenza più logica e appropriata del nuovo e imperante concetto di una determinata politica, basata sul ferreo criterio della “deselezione”?

Osserviamo l’atteggiamento nevrastenico e scocciato del nostro “eroe”, di fronte a un evento che perde la sua sostanza tragica di sciagura immane per assumere un significato del tutto beffardo e personale: 43 vittime da valutare non in funzione della compostezza, del dolore e della grande misericordia che accompagnano una simile tragedia, ma da contemplare come un fastidioso contrattempo che va a rovinare il ferragosto di una persona, i suoi agognati piani di rilassamento, la sua voglia smaniosa di vacanza. E, se questa persona occupa un ruolo di primo piano all’interno di un governo, investita di un’alta responsabilità e profumatamente pagata per svolgere il proprio lavoro, a prescindere dal calendario, poco importa. Il ferragosto di un portavoce di governo viene, così, ad assumere una valenza ciclopica, inalienabile e sacrosanta, che non può essere minacciata da niente e da nessuno. In quest’ottica, una sciagura come quella del crollo del Ponte Morandi diventa un molesto grattacapo di sorta, che rovina sui programmi vacanzieri di chi sarebbe obbligato, per il ruolo che gli compete, di sovrintendere responsabilmente alla gestione della comunicazione del governo, in qualsiasi istante e per ogni evenienza, a maggior ragione se si tratta di una sventura tanto delicata e dolorosa.

Ecco, gli atteggiamenti da viziato, strafottenti e banalmente divistici di chi proviene dallo spettacolo scialbo e mediocre di un reality show, proiettano il loro effetto smisuratamente balordo ed effimero anche nelle stanze di Palazzo Chigi, che non è proprio la “Casa” del “Grande Fratello”, ma la sede istituzionale dei parlamentari che hanno ricevuto il consenso e il mandato di governare il paese.

Senza cedere alla retorica del facile raffronto ed evitando di parlare, qui, di chi per quattro soldi è costretto a lavorare tutti i giorni dell’anno, compreso il ferragosto, invocherei per Casalino una ammenda coram populo: pubbliche scuse, in una qualsiasi piazza italiana, alle famiglie delle vittime della tragedia di Genova e ai lavoratori che per molto meno e, responsabilmente, saltano il giorno di San Giuseppe, San Giovanni, San Gennaro e compagnia bella. Perché saltare il ferragosto, San Rocco e San Cristo, come lamenta il nostro “divo”, assurga a consapevole impegno, non a miserabile e volgare imprecazione.

Correlati