L'arco di Ulisse
8 Aprile Apr 2019 1524 08 aprile 2019

Il segreto della fatidica pagina 67 di ogni libro.

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“Soltanto sui libri e sulle bottiglie di vino la polvere è nobile e tollerabile. Ed è senza eccessiva vergogna che si soffia sul taglio prima di affondare il naso fra quelle pagine.” - sostiene Annie François, editor e scrittrice parigina –

La premessa dice molto del rituale che può accompagnare una lettura e rende conto pienamente dell’importanza che un libro può assumere alla nostra vista, prima ancora di prenderlo tra le mani e averne letto una sola pagina. Naturalmente, il lettore esperto sviluppa, col tempo, oltre a una competenza puramente tecnica, delle strane manie e vezzi apparentemente bizzarri che hanno, invece, a che fare con la rivelazione stessa di un testo. A Palermo, recentemente, durante la presentazione dell’ottimo lavoro di Paolo Ciampi, “L'ambasciatore delle foreste”, pubblicato da Arkadia, sono venuto a conoscenza di una nuova, vera e propria chiave di violino per accedere al nucleo più caldo e significativo di una storia raccontata ad arte. Si tratta di un punto focale che ogni libro contiene all’interno, pronto a svelarne l’intima essenza, lo spirito autentico e l’estetica portante. Vi è un preciso momento in cui il ritmo della narrazione e il suo timbro vanno in profondità per afferrare un campionario di parole da impiegare nella composizione particolarmente indicativa della fatica letteraria. Le pagine del libro, sfogliate lentamente una dopo l’altra, dopo averle assorbite masticandole convenientemente, dettano un tempo dove si può cogliere il momento cruciale di cui vado raccontando. E, l'istante ineluttabile è dato dalla pagina 67! Eh, sì, le sorelle Ivana e Mariela Peritore, curatrici della collana SideKar per l’Arkadia Editore, giocosamente indicano la pagina 67 di un libro come fatidica e rivelatrice, dove l’autore, inconsapevolmente, raggiunge il punto più alto, o più sintomatico, della sua fraseologia, offrendo al lettore l’opportunità di cogliere gli arrangiamenti maggiormente emotivi e toccanti.

Credo che la capacità di comunicare attraverso il linguaggio scritto, sviluppato nel corso della storia, sia la massima espressione dell’esistenza. La lettura, dunque, resta lo strumento più importante per contemplare e visionare l’evoluzione dell’umanità. La possibilità di imbattersi in pensieri e riflessioni di persone appartenute a un tempo distante da noi oltre che dei contemporanei è da considerarsi stupefacente. E, se nell’ambito di questo straordinario esercizio, costituito, appunto dalla lettura, ci si inventa un dilettevole quanto diabolicamente attendibile codice di indagine, come quello messo a punto dalle signore Peritore, il libro si carica di un ulteriore motivo ludico e, al contempo, di fascinazione.

Va da sé che una volta venuto a sapere della singolare e distintiva segretezza della pagina 67, sono stato preso dalla curiosità di andare a sbirciare quelle di diversi capolavori della letteratura mondiale. Da “Delitto e castigo”, di Fëdor Dostoevskij al “Dottor Zivago”, di Boris Pasternak, da “La coscienza di Zeno”, di Italo Svevo a “Il lamento di Portnoy”, di Philip Roth: sarà stata una coincidenza, ma tutti questi grandi romanzi, che pure presentano pagine meno intense di altre, hanno nella pag. 67 motivi di grande coinvolgimento, congiunture di turbamento, fasi di batticuore che ne caratterizzano la cifra letteraria e lo spessore culturale. Aspetto di ripetere l’esperimento per decretare l’infallibilità della regola delle gemelle Mariela e Ivana.

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