Largo ai vecchi

4 Maggio Mag 2018 1227 04 maggio 2018

In bilico tra fasciostalinismo e democrazia: tutti i nomi (forse sbagliati)

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Si delinea dopo 50 giorni dalle elezioni la soluzione della crisi ancorché autorevoli giornalisti non la vedano e lamentino di non capire nulla nella grande confusione.

Si delineano cioè due strategie una di Mattarella e l'altra di Grillo/Casaleggio srl: Mattarella intende costituire un governo formato da notabili che, attenendosi il più possibile alle politiche europee, mantenga l'Italia in una situazione equilibrata almeno per un anno fino a che, possibilmente con un nuovo sistema elettorale, si possano ripetere le elezioni politiche magari insieme a quelle per la Comunità Europea. E' un programma certamente non ambizioso ma di buon senso e che può permettere uno sviluppo del Paese lento ma abbastanza sicuro nel contesto dell'Europa a trazione franco tedesca.

Grillo e la Casaleggio, che a mio giudizio sono più pericolosi di Salvini, vogliono mettersi in opposizione di questo disegno e sfruttare ancora una volta, la confusione che i loro 338 parlamentari possono rappresentare anche nella breve fase pre elettorale fino a ottobre. Si tratta di una minaccia, para mussoliniana che è stata realmente fatta da Di Maio senza che nessuno abbia reagito più di tanto. Sperano i grillini con questo di raggiungere il 40% dei voti ovvero di migliorare ulteriormente le loro posizioni e costringere nei fatti Salvini a unirsi a loro. Dopodiché il gioco è fatto e nulla può impedire che le simmetrie a suo tempo indicate anche da alcuni magistrati (spionaggi, infiltramenti, controlli, ecc) vengano progressivamente adottati come lo sono già all'interno del popolo pentastellato: in questo caso, non allegramente, il Paese si avvierà verso un regime cattostaliniano che, peraltro, è recuperabile nella storia italiana prerisorgimentale. L'uscita dall'Europa, democratica e occidentale, sarà una formalità necessaria, oppure l'Europa stessa si ritroverà intorno a una linea ungaro polacca.

Vorrei rassicurare gli amici che non sono così pessimista, malgrado tutto, perché vedo una certa “resistenza politica” che si sta consolidando intorno a una linea europeista e social democratica (Calenda, Bonino, Annamaria Furlan, Renzi, Panebianco e altri più giovani) ma anche, perché no, su una linea liberal democratica moderata (Tajani, Cerasa, Carfagna e, forse, lo stesso Berlusconi). Vedo anche che il bluff 5stelle incomincia a stancare gli elettori come accade per i partiti senza ideologia e che rappresentano unicamente uno stato d'animo, così gli elettori del Friuli hanno ridotto di due terzi il voto che davano ai 5stelle e a Roma, dico Roma, la lista grillina alla regione è arrivata terza. D'altronde le file di cittadini che si sono immediatamente formate nei comuni del sud per ritirare il certificato di “reddito di cittadinanza” non hanno trovato soddisfazione perché non è stato dato loro nemmeno un foglio, una ricevuta, qualche cosa da agitare negli uffici postali per pretendere il promesso beneficio.

Insomma come al solito ci muoviamo in bilico sulle Alpi innevate e pericolose pronti a precipitare nel Mediterraneo ma chissà che ancora ci si possa abbrancare allo stellone.

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