Largo ai vecchi

1 Giugno Giu 2018 1209 01 giugno 2018

Ed ora andiamo in vacanza

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Tanto tuonò che piovve sulla testa degli italiani un governo misto con dei tecnici, dei politici e della gente che non si capisce cosa ci stia lì a fare.

Sembrava che il vincitore fosse Salvini il quale aveva collocato un ministro inamovibile ma inaccettabile per il Presidente e cioè aveva creato le condizioni per uno scioglimento anticipato delle Camere con dei sondaggi che lo vedevano trionfante. Probabilmente, dopo le elezioni, avrebbe potuto fare il Presidente con una coalizione di destra che avrebbe preso la maggioranza assoluta. In ogni caso i grillini, ancorché ridimensionati dai sondaggi, divisi tra di loro e ormai esasperati, avrebbero potuto sempre essere, ancor una volta, a sua disposizione: dunque delle tre forze in campo, Presidente Mattarella, i 5stelle e la Lega, Salvini risultava il vincitore.

Il PD, alla disperata, ha fatto una proposta per accelerare ulteriormente le elezioni a luglio allo scopo di scompaginare i piani dei grillo legisti. Il Cavalier Berlusconi, a elezioni immediate, vedeva le sue percentuali crollare anche sotto il 9%.

Come mai Salvini ha ceduto sul ministro Savona e ha lasciato che si formasse il Governo?

La risposta va ricercata nel fatto che i compagni di Salvini sono uomini pratici e concreti (124 deputati e 58 senatori) e non hanno voglia di tirar dentro altra gente nuova quando ci sono da spartire, immediatamente, circa 60 incarichi già scaduti e, nel prossimo futuro, più di 300: hanno già il tovagliolo allacciato al collo e nessuna voglia di correre in giro col caldo e senza vacanze a fare la campagna elettorale. Spinto dunque da questi sani principi anche Salvini ha sacrificato Savona che è rimasto al Governo in una posizione che conta assai poco ma che evidentemente lo gratifica. La senatrice grillina Castelli che si era permessa di chiedere un passo indietro di Savona è stata degradata da ministro a sotto segretario, l'altra senatrice di cui non ricordo il nome, che ha pianto nel corso del suo intervento perché non sapeva nulla delle trattative del suo partito sarà consolata in altro modo come gran parte dei grillini dissidenti.

Ha vinto il Presidente Mattarella se vogliamo dare al tutto un contenuto sportivo, si spera che dopo le elezioni di primavera per il Parlamento Europeo, valutando anche i risultati elettorali, li faccia cadere e si abbandoni rapidamente la farsa per ritornare alla commedia, evitando la tragedia.

Nessuno dei neo ministri merita un'analisi particolare alcuni sono dei reduci di altre esperienze altri, come si è detto, dei volenterosi dilettanti. Ci fa piacere che un caro amico di Di Maio come Riccardo Fraccaro sia salito al livello di ministro, dovrà dimettersi dall'incarico dalla presidenza della Camera ma siamo sicuri che potrà procedere oltre sempre che Di Maio non venga crudelmente sacrificato dal “popolo” grillino.

Insomma, per adesso, possiamo prenotare le vacanze sperando che il PD, che ha convocato per oggi due manifestazioni una a Roma e un'altra a Milano, non scateni le masse, non alzi le barricate, in altre parole, non faccia la rivoluzione: le vacanze valgono per tutti.

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