Largo ai vecchi
21 Giugno Giu 2018 1210 21 giugno 2018

E se Claudio Martelli...

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Ieri sera al teatro Parenti è iniziato un ciclo di conferenze che illustreranno la situazione politica non solo dal punto di vista italiano ma anche dal punto di vista europeo e mondiale. La tesi sostenuta dal relatore Claudio Martelli è che la situazione italiana altro non è che il risultato di una crisi politica ed economica mondiale che ha per protagonista principale gli Stati Uniti e la politica del suo Presidente. Martelli si era preparato bene e leggeva un testo molto chiaro e in perfetto italiano, coi tempi che corrono è cosa rara e particolarmente apprezzabile. In questa prima “lezione” Martelli non ha affrontato i problemi dell'economia e del suo trasformarsi anche se sono strettamente connessi alla rivoluzione telematica cui stiamo assistendo e che cambia completamente il rapporto tra le classi dirigenti e la base popolare.

Il populismo, ha sostenuto li relatore, non è peraltro una novità perché esso è nato negli anni '20 del primo dopoguerra e ha portato alla conquista del potere delle dittature che hanno provocato le stragi della Seconda Guerra Mondiale: la differenza tra oggi e allora non è tanto concettuale quanto pratica perché, prescindendo dal linguaggio, i partiti populisti europei, per ora, non usano la violenza diretta come è avvenuto negli anni '20 e '30 in Italia e Germania. Martelli ha sostenuto che, nella situazione attuale, in mezzo, tra la dittatura e la democrazia, esiste un sistema, vedi per esempio Turchia, chiamato democratura che è la forma di dittatura occulta che di fatto non permette la circolazione delle idee di opposizione.

Dopo Martelli, con la disinvoltura ormai di una donna politica affermata, ha preso la parola Ilaria Borletti Buitoni cara amica dei tempi della mia gioventù, Sottosegretario uscente per i Beni Culturali. La Borletti ha sostenuto, con grande buon senso che il web, nel corso del dibattito accusato di aver sopraffatto con la sua miseria intellettuale tutti gli altri strumenti di informazione, non è di per se stesso negativo ne politicamente individuabile a destra piuttosto che a sinistra è l'utilizzo che viene fatto che tende ad annullare il dibattito serio e approfondito sugli argomenti e a rifugiarsi negli slogan.

Si tratta di “lezioni” settimanali che verranno fatte, sotto la guida culturale di Claudio Martelli e quella di fatto di Andrée Ruth Shammah che le ha ideate, ogni martedì e l'ultima sarà affidata a Philippe Daverio.

Andrée Shammah raccoglie in questo modo fondi per una sua iniziativa a favore degli handicappati e dunque l'interesse politico, quello culturale, quello umanitario si sommano nel pubblico piuttosto numeroso e attento del teatro Parenti.

Si ritrova in questi incontri qualche cosa in cui avevamo smesso di imbatterci cioè l'affrontare la politica e, meglio ancora, la polemica politica senza urli e scappate demagogiche ma con un tentativo di analisi e dei riferimenti storici che sono necessari per chiunque voglia affrontare l'analisi della vita sociale. “Italiani vi invito alla storia” (U. Foscolo all'Università di Pavia all'inizio del XIX secolo).

Io che sono vecchio, poco saggio, sempre sognatore spero che si venga formando, anche per effetto di questi incontri, un'iniziativa politico culturale che in tempi, che naturalmente io non vedrò, ricostruisca in Italia un'area politica democratica sociale, liberale e repubblicana nel senso non strettamente partitico che la parola ha avuto. Di quest'area mi piacerebbe rivedere alla testa un uomo ancor giovane nei sentimenti e forte nel retroterra culturale com'è Claudio Martelli.

Sono speranze, idee e sogni del tutto abortivi e che vanno rapidamente cancellati per non farsi illusioni: per ora con Claudio, con Ilaria e con Philippe siamo i primi: nei salotti.

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