Largo ai vecchi
30 Agosto Ago 2018 1230 30 agosto 2018

Gigino Di Maio e Matteo II litigano?

  • ...

Si apprende dai mezzi di informazione, in modo contraddittorio e confuso come al solito, che la bella amicizia tra Gigino Di Maio e Matteo II potrebbe finire. Noi eravamo convinti che prima di litigare avrebbero occupato, uno a uno, tutti i posti di potere disponibili e soprattutto avrebbero distrutto e messo in bancarotta l'Italia come era nei loro obiettivi non dichiarati e, probabilmente, nemmeno percepiti.

Forse lo stellone italiano farà sì che per le elezioni europee le due formazioni populiste si dividano e andremo incontro a scenari nuovi, sempre pericolosi, ma legati a logiche politiche più comprensibili.

Per esempio una gran parte del Pd, contrastata dagli amici di Renzi, si dichiara disponibile ad appoggiare, non si sa se dall'esterno o dall'interno con tecnici di fiducia, un governo di 5Stelle e attacca fortemente la componente salviniana della maggioranza insieme con il direttore del Fatto sostenitore a pieni polmoni dell'operazione. Mercoledì, in occasione dell'incontro tra Salvini e Orban a Milano, si sono notate in testa ai dimostranti vecchie figure della sinistra come la signora Boldrini e altri che hanno iniziato nei confronti del ministro degli interni un'azione politica di piazza simile a quella che per anni gioiosamente avevano fatto contro Berlusconi: queste festose operazioni hanno quasi sempre portato voti a chi le subiva così come l'avviso di garanzia da cui Salvini è stato recentemente colpito.

Di converso questi gai cortei urlanti e popolati di medio ceto esaltano il soggetto passivo contro cui sono destinati: risultato che Salvini è incoraggiato dai sondaggi a rompere tutto e a candidarsi direttamente alla presidenza del consiglio oltre che, come sta facendo, a collegarsi con i leaders populisti dell'Europa e cercare di mandare a gambe per aria non solo il nostro Paese ma anche l'Europa tutta.

Si dice, sempre in questi media molto informati, che i 5Stelle si dividerebbero e si presenta già il capo di questa frazione di sinistra nella persona del presidente della camera (per non urtare il senso comune del pudore ci asteniamo dal dare un nome ai suoi seguaci). La confusione è già grande adesso, all'inizio dell'autunno, ma aumenterà notevolmente nel corso dei prossimi mesi.

Peraltro gli incontri internazionali di Salvini chiariscono i termini della prossima battaglia politica elettorale che sarà incentrata sul problema Europa. Infatti aldilà delle ipocrisie "Anche noi vogliamo un'Europa ma diversa" lo schieramento antieuropeista si manifesterà con tutte le sue contraddizioni e i Paesi dell'est Europa, oggi così rigidi contro ogni ipotesi di immigrazione, avranno la schiena bagnata dal sudore freddo per la paura di Putin che ha un disegno ben preciso consistente nel recupero di tutto quello che è stato l'impero sovietico.

Dall'altra parte si potrà sperare che, prescindendo dai cacciatori di poltrone, il fronte europeista si consolidi intorno alle istituzioni già esistenti che spesso hanno lavorato bene. Questi sono problemi che non rilevano la nostra generazione ma neanche quella di mezzo. Rilevano le generazioni più giovani per non dire i millennials che si muovono in Europa senza più percepire differenze di stato e di nazionalità e hanno dell'Europa una automatica visione unitaria come del resto, a loro modo, l'hanno anche gli immigrati africani. C'è dunque una piccola percentuale di speranza in tutto questo? No di certo.

Correlati