Largo ai vecchi
17 Settembre Set 2018 1154 17 settembre 2018

Povera Merlin: l'hanno fregata, adesso fanno i casini con le bambole

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Ultimamente, tra le molte notizie più o meno politiche che si sono accavallate sulle pagine dei giornali, ne è apparsa una, curiosa e grottesca, che, secondo me, non ha avuto il risalto socio-politico che avrebbe dovuto avere: la scoperta a Torino di un bordello non di umani ma di bambole.

Le femministe avrebbero dovuto scattare come una sola donna perchè si tratta dell'insulto peggiore che si possa fare al genere femminile quello di trasformare la donna in oggetto di pura ricreazione sessuale di tipo onanistico, anche il papa e la Chiesa avrebbero dovuto protestare con forza per i contenuti di questa operazione che ci fanno ritornare a prima del Concilio di Nicea dove la donna, senza anima, era puramente uno strumento di riproduzione.

Alte grida e cortei, che in altre occasioni erano stati prontamente organizzati, non si sono visti e l'episodio è passato rapidamente nella cronaca, sempre un po' morbosa, della città di Torino non a caso amministrata dai grillini.

La polizia è intervenuta soprattutto per ragioni igieniche e capisco anche questo perchè il tipo di frequentazioni del bordello e i meccanismi bamboleschi certamente non davano alcuna garanzia di pulizia ma il problema non è questo: si tratta di un segnale fortemente degenerativo della nostra società che si accompagna, non a caso, alla degenerazione rousseauiana del sistema democratico.

Molti anni fa in un piccolo panphlet intitolato "Tommaso Scalfari" (dove Eugenio Scalfari però non c'entrava per nulla) svolgendosi il racconto tra cento anni avevo già previsto la presenza delle bambole sessuali programmate variamente secondo i gusti e le tendenze e fornite con sconto ai bancari. Il mio protagonista, chiamato al telefono durante la pratica, aveva lasciato la bambola sul letto la quale nel frattempo seguiva il programma previsto lanciando piccole grida di soddisfazione e anche brevi frasi molto intime. Tutto questo si svolgeva in una società sentimentalmente asettica e rituale dove evidentemente erano scomparse l'arte e la poesia come nell'Unione Sovietica dell'epoca staliniana.

Il piccolo segnale di Torino si connette con una serie di segnali assai più diffusi come la riforma dei Codici e l'istituzione ufficiale degli spioni, il tramonto della idealità del progresso scientifico e, anzi, la diffidenza nei confronti della scienza tra il proliferare di santoni, guaritori, miracolisti e veggenti.

Tutto questo, naturalmente, non è solo italiano ma trova le sue origini altrove: sia nel profondo cambiamento dell'economia americana sia, per essere chiari, con quanto dice Monsignor Viganò in contrapposizione con Padre Spadaro direttore di "La Civiltà Cattolica" organo dei gesuiti. Avremo altre occasioni più importanti per parlarne perchè è intorno a queste valutazioni, oltre che a quelle economiche, che si deve lottare per salvare l'Europa dal degrado populista e volgare in cui sta rapidamente cadendo.

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