Largo ai vecchi
10 Ottobre Ott 2018 1158 10 ottobre 2018

Non si è mai né tanto felice né tanto disgraziato quanto s'immagina. La Rochefoucauld

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Questi benedetti mercati non vogliono capire il grande impulso allo sviluppo che sta nel DEF e nelle altre proposte contabili che il Governo va facendo al Paese anzitutto a Bruxelles e alla Comunità Europea.

Eppure tutto è così chiaro soprattutto come appare nelle conferenze stampa che rilascia il Ministro alle Politiche Europee. Tutto molto chiaro anche perché non si danno risposte e quindi non sappiamo esattamente quanto crescerà il nostro Pil, ma il Ministro dice moltissimo, nei prossimi anni perché, se per caso il Pil non crescesse, il peso dei debiti sarebbe così forte sulle fragili spalle delle nostre istituzioni finanziarie da metterci tutti in ginocchio come quei facchini delle corvè schiacciati dal peso dei sacchi che devono portare.

D'altronde lo Spread nei confronti dei titoli di stato tedeschi è un segnale puramente finanziario, dice con sicurezza il Presidente del Consiglio, fatto salvo che non raggiunta la quota 400 quando tutte le banche dovranno ricapitalizzarsi e se non riusciranno a farlo il nostro debito pubblico inclinerà pericolosamente verso quote di carta straccia che non potranno più essere comprate per lo meno dai grandi fondi non speculativi.

Tutte cose a cui i ministri oppongono volti decisi e pronti a qualunque evenienza, anche quella, come dice l'economista Borghi della Lega, di istituire la doppia moneta, l'Euro e la Lira, operazione già sperimentata in Argentina paese ricco e poco abitato: risultati disastrosi che sono lì da vedere.

Il Ministro ai rapporti con l'Europa non è preoccupato e ha già fatto un documento di dodici pagine che ha mandato a Bruxelles e che i Signori di Bruxelles facciano il piacere di leggere e di attenersi. Il Ministro è un tecnico e quindi sa le cose, non dobbiamo preoccuparci di nulla, al massimo come dice la sottosegretaria al tesoro Castelli prepariamoci a un declino felice.

Quanto a me la felicità nella vita mi ha sfiorato solamente in rari casi e temo che non sarà in quest'ultimo tratto che si impadronirà di me fatto salvo un giocoso delirio senile che potrebbe risolvere molte situazioni. Non mi resta che guardare questa piccola folla di nuovi politici, molto somiglianti ai precedenti, agitarsi, minacciare e sostanzialmente preparare nuove tasse come la patrimoniale. Già, la patrimoniale, perché non averci pensato prima: son tutti, a disposizione dello Stato, i miseri risparmi degli italiani salvo quelli degli italiani ricchi che se ne sono già andati. Ma le case, le casette, i pochi titoli, le automobili e quant'altro sono a disposizione: si sana, per lo meno parzialmente, il debito e si aumenta il Pil. Si hanno i soldi per il reddito di cittadinanza, l'unica difficoltà è poi diminuire le tasse.

E con questa serenità il Presidente Conte volerà sorridente e felice verso Bruxelles per spiegare tutto, farsi amici gli interlocutori, offrire magari un bel bicchiere di dolcetto a chi è interessato, rilasciare dichiarazioni estremamente ottimistiche a cui nessuno darà retta.

E' incominciato, per la gioia della Signora Castelli, il declino felice.

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