Largo ai vecchi
4 Dicembre Dic 2018 1228 04 dicembre 2018

Retromarcia

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Dovevano spaccare il mondo e aprire, come una scatola di tonno, il potere in Italia: hanno preso i voti per farlo e nei bar sport, al risuonare dei risultati elettorali, schioccavano applausi e risate. La Campari ne trasse un vantaggio.

Ci volle un po' per mettersi d'accordo perché il Salvini vuol comandare sempre lui. Quando il Presidente della Repubblica sembrò dare un incarico tecnico per arrivare a nuove elezioni, la massa dei parlamentari si terrorizzò. Come si poteva aver fatto un'esperienza così bella e luminosa, come appariva nel distretto di origine, per pochi mesi che erano stati comodi perché non si lavorava e si era ben pagati. Qualcuno aveva fatto venire anche la moglie a Roma che è una delle città più belle del mondo, malgrado oggi sia abbandonata ai topi e agli zigani senza violino.

Quindi rapidamente fare l'alleanza (“non chiamatela così per carità, non siamo alleati di nessuno, si chiama contratto di governo”) e ognuno ci metteva le sue promesse elettorali. Se i soldi non ci sono si prendono a prestito e della Comunità Europea “io me ne frego”: era il governo del popolo, la rivoluzione peronista, il calcio nel sedere a tutto il passato. Il comico Grillo, che aveva iniziato il tutto, sembrava felice ma siccome è furbo sapeva che fino a che si sta all'opposizione si riesce a far ridere la gente degli altri. Quando si sta in maggioranza li si fa ridere di se stessi.

Era nato così il governo del popolo epidermicamente russoiano ignorando l'organo ufficiale, all'epoca di quel partito, la “ami du peuple” col suo direttore Jean Paul Marat. Ma, ahimè c'era anche Carlotta Corday con la y finale e il pugnale in mano: emerge nella storia sempre il dramma, talvolta la tragedia, e bisogna stare attenti, caro il mio Gigino, a esibirsi sui balconi con le bandiere e tutto quanto.

E' accaduto che la Comunità Europea non ha accettato il progetto di bilancio, ma soprattutto, che il generale clima politico economico andasse verso il brutto e l'entusiasmo del Contratto risultasse peggio che eccessivo. I numeretti sono saltati, si rischia di non dare un soldo alle lunghe file di cittadini che già si presentano coi documenti per ottenere il reddito di cittadinanza. Si rischia di non poter anticipare le pensioni che la perfida Signora Fornero aveva ritardato. Si rischia tutto. Il Presidente Conte con giri di frase che non riesce a comprendere a un certo punto neppure lui si ritira dichiarando di aver vinto.

E' la retromarcia che sarà presentata dai comunicati ufficiali come una vittoria ma i cittadini, anche quelli meridionali, incominciano a non crederci più. Il problema però rimane sempre lo stesso: dove andare a parare, chi c'è all'opposizione?

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