Largo ai vecchi
19 Dicembre Dic 2018 1135 19 dicembre 2018

La zanzara innamorata e la riapertura dei navigli

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Non so quanti dei nostri lettori siano stati a Macao, io mai, e per tutto l'oro del mondo non ci andrei. Bene, a Macao esiste un grande fabbricato anonimo entrando nel quale ci si trova sul Canal Grande di Venezia o, per lo meno, su quello che i cinesi pensano che sia il Canal Grande: ristoranti, gondole con gondolieri sud americani che cantano canzoni italiane e, sopratutto, case da gioco. Tutti i palazzi del gran canale riedificati in plastica sono al loro interno casinò dove si gioca di tutto e con tutto. Macao è stata ricostruita così per il turismo.

Per la stessa ragione, il turismo, il ministro Salvini e il Sindaco di Milano uniti insieme vogliono ricostruire la rete di canali che anticamente circondava Milano. La Regione Lombardia ha respinto una richiesta di 50 milioni del Comune di Milano che non sarebbe neppure servita a iniziare i lavori: l'ultimo progetto approssimativo e non valutato attentamente costa 500 milioni ma è un calcolo, secondo gli esperti, che va moltiplicato almeno per quattro e questo non per rifare completamente la rete ma solamente perché in alcuni punti considerati strategici spunti fuori il vecchio naviglio mentre il grosso delle acque attraverserebbe sotterraneamente la città. Naturalmente il canale sarebbe navigabile solo in piccoli tratti, non è sicuro che l'acqua avrebbe una sua corrente, come non l'aveva in passato quando in alcuni punti del percorso stagnava creando disagi di tutti i generi. Le metropolitane, una si sta costruendo proprio adesso, attraversano la cerchia dei navigli in vari punti: se si vuol salvaguardare un minimo di navigabilità superiore occorre abbassare la linea del ferro e questo dev'essere fatto progressivamente per chilometri di percorso. Tutte le case della cerchia hanno il loro ingresso sulla strada, bisognerà creare delle uscite posteriori e rimborsare i proprietari. Non esiste ancora un piano del traffico e il vecchio piano non ufficiale è ancora centripeto. Centinaia di architetti senza clienti e senza lavoro si affannano con progetti schematici, alcuni hanno ridotto il canale a un ruscello che passa in mezzo alla strada per lasciar spazio alle automobili, altri hanno allargato a tutta la superficie stradale il canale d'acqua disegnandoci vele e gioiose brigate di naviganti. L'andamento carsico previsto per il nuovo naviglio comporterà enormi spese di manutenzione per non rischiare allagamenti al primo temporale. Potrei continuare quasi all'infinito perché i sogni elettoralistici hanno un contenuto fumettistico che si sfascia contro la realtà.

Il rischio più grave è quello del cattivo gusto, nei milanesi sempre possibile, e l'eccesso kitsch di iniziative nell'estremo centro della città lasciando senza interventi l'enorme e sempre più grande periferia.

Vedo con preoccupazione partiti seri che seriamente avranno tra poco da confrontarsi con una grande battaglia di civiltà per mantenere l'Italia in Europa scivolare sul terrazzino di Fogazzaro senza senso nella grande metropoli moderna. I giornali danno conto di informazioni politiche pro e contro secondo schemi che corrisponderebbero solo se venissero imposti. Io ho recentemente aderito a +Europa. Non tutti, credo, in quella formazione sono favorevoli a questa trovata elettorale che, tra l'altro, è stata subito raccolta da altri. Si potrà constatare assai presto che la città è più seria di quanto non si creda.

Il mio caro amico, Architetto Empio Malara, che qualche anno fa ha dato origine a questo pasticcio ormai ha superato il naviglio a Milano e delira felice per un percorso per nave da Locarno a Venezia via Ticino – Po. Naturalmente è un sogno che insegue dolcissimi amori giovanili ma la Regione Lombardia ha posseduto per circa dieci anni nel porto di Cremona una nave da fiume che avrebbe dovuto fare queste crociere seppur per un percorso più breve: non è mai riuscita a far nulla perché la foce del Po si presenta incassata tra due alti contrafforti per evitare le ricorrenti inondazioni e i turisti potevano vedere ben poco, questo a parte il fatto delle secche continue per cui sono spariti anche i famosi mulini di Bacchelli.

Si avvicinano le elezioni e tutte queste fiabe trovano narratori televisivi e social. Velocemente gli elettori, quei non tanti che andranno a votare, guardano, forse capiscono, talvolta si entusiasmano, sempre sbagliano.

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