Largo ai vecchi
7 Febbraio Feb 2019 1115 07 febbraio 2019

Bella Europa dove sei

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Un po' dappertutto in Italia ma sopratutto a Milano si verifica un'intensa attività per la costituzione di gruppi, associazioni, movimenti favorevoli all'Europa e al mantenimento dell'Italia nella Comunità. Nascono, questi gruppi, nei salotti, negli studi professionali, anche all'università: dichiarano di non avere interessi elettorali e spesso si dichiarano anche apolitici con palese contraddizione rispetto alla loro funzione. Questa si realizza attraverso un documento o un manifesto in cui variamente si elencano i vantaggi dell'europeismo per l'Italia ma anche per tutta l'Europa.

Il più importante tra questi documenti sembrerebbe quello che fa capo all'ex ministro Calenda il quale ha prodotto un manifesto molto condivisibile e sta raccogliendo firme in tutta Italia nell'ambito, si direbbe, del PD tendenti a formare un grosso listone con dentro pressoché tutti gli europeisti italiani da contrapporre nelle elezioni ai cosiddetti sovranisti anti europei di cui Salvini, quanto meno in Italia, sembra essere il capo e il punto di riferimento assoluto.

Si è già detto, proprio qua, che questa formazione per quanto elefantiaca non riuscirà a recuperare tutti i voti che potrebbero esserci e lascerà molti elettori perplessi a casa ma Calenda, con un minimo di benevola tracotanza, ha sostenuto che tanto gli altri partiti non riuscirebbero a passare il quorum del 4% e saranno quindi costretti a inserirsi nel listone.

Tra queste formazioni la più importante è +Europa la quale esce da un congresso che in seguito invece di continuare a parlare di politica ha voluto scendere a piccole risse di cortile che hanno disturbato gli iscritti che bene o male avevano assistito a un congresso molto interessante ma sopratutto hanno ravvivato gli avversari all'esterno che sono molti e ispirati a gelosie di ogni tipo.

Il nuovo Segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, è calato in un silenzio profondo cercando di trattenere tra le braccia il Cappato (nomen omen) che si dibatteva per raggiungere come poi ha fatto, forse giustamente, la sua base di radicali intransigenti molto vivaci fisicamente. Ora tutti si sono fermati come in uno scatto fotografico e il profumo delle idee liberali, democratiche, popperiane ecc che caratterizzavano questa formazione dandole un senso e una caratteristica speciale ha arrestato la sua espansione. Espansione necessaria perché il gran fermento pro Europa che si sviluppa nelle nostre città ha bisogno di un supporto culturale e di una idea politica, non può essere semplicemente un sentimento quasi nostalgico legato ai tempi dell'erasmus e della prima gioventù: occorre combattere con forza perché i sovranisti o peronisti, che dir si voglia, hanno l'egemonia dei bar sport dove risuonano ancora antiche note patriottiche che ci hanno portato disastri grandiosi ma che nessuno sembra più ricordare.

La posta è assai più alta di quanto nessuno di noi immagini.

Effettivamente la sensibilità che vibra in questi giorni tra gli europeisti ha un senso ma dev'essere indirizzata politicamente per avere poi un risultato.

Questa volta non siamo pochi ma bisogna stare attenti a non lasciarli a casa e io sono e resto ancora per l'idea di marciare divisi e colpire uniti anche rischiando. Se non sarà possibile sarò certo un soldatino obbediente che andrà alle urne come ha sempre fatto ma spesso tornandoci infuriato.

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