Largo ai vecchi
25 Marzo Mar 2019 1229 25 marzo 2019

Mazzini, i Curdi e i volontari.

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Qualche anno fa comparve su Youtube un filmato dove tre miliziani dell'Isis si passavano coi piedi sghignazzando qualche cosa che sembrava una palla di cenci: alla fine dell'operazione si scopriva che era il misero cadaverino di un bambino cristiano di due anni.

Non vedo nulla di male dunque nei volontari italiani, qualcuno ci ha rimesso la vita come Lorenzo Orsetti, che sono andati a combattere contro l'Isis nelle file dei Curdi, popolo senza terra, che mazzinianamente cerca di crearsela. Infatti questa tradizione di volontari armati in difesa di popoli che aspirano alla libertà è nel nostro Paese antica e risale proprio all'epoca di Mazzini, di Garibaldi e dei numerosissimi volontari che anche dopo l'Unità d'Italia continuarono a correre per il mondo per difendere la libertà di popoli oppressi. Ricordo, per me, il Sindaco di Forlì Antonio Fratti già cinquantenne che morì a Domokos nel '97 per la libertà della Grecia e poi le centinaia di giovanissimi volontari garibaldini che nel '14 anticiparono, probabilmente equivocando ingenuamente, l'intervento in guerra e che furono messi dei francesi nella legione straniera e tornarono a casa la metà. A questi volontari militari, nel dopoguerra, vanno aggiunti, come dimostrano le qualifiche dei nostri morti dell'aereo caduto in Etiopia, volontari umanitari che vanno per tutto il mondo a costruire ospedali e a prestare la loro opera. Tutto ciò vale per un punto di merito al nostro Paese che ne ha tremendamente bisogno e apre per i volontari ritornati in Italia e immediatamente messi sotto sorveglianza speciale un problema giuridico ma anche un problema politico perché non è chiaro qual'è l'atteggiamento del nostro Paese nelle rivendicazioni del popolo curdo. Sono rivendicazioni molto tradizionali e quasi ottocentesche fatte da un popolo che non ha saputo costruirsi una sua realtà statale ma che sempre è stato utilizzato da altri per le sue note qualità di combattente a cominciare dal Saladino il grande riconquistatore di Gerusalemme al regno crociato che occupava la città del martirio cristiano ormai da quasi duecento anni. L'Europa e in specie l'Italia sembrano completamente sorde hai problemi dei Curdi che sono stati usati ancora una volta per le loro qualità militari contro le barbarie dell'Isis. Se non ci fossero state le truppe curde l'Isis sarebbe ancora lì a fare le sue stragi religiose.

Stupisce, solo noi che siamo ingenui, che in Italia due organizzazioni direttamente coinvolte, anche se molto diverse tra di loro sul piano del potere (un elefante e una pulce), non abbiano reagito o detto qualcosa sui volontari ritornati in Italia e sui Curdi stessi: cioè il Vaticano che ha avuto sterminati completamente tutti i cristiani residenti nell'area del califfato e l'Associazione Mazziniana Italiana, antica e tradizionale, che non si è ricordata né di Fratti né di Byron nel suo recente congresso nazionale.

Gli americani di Trump che in origine erano vicini ai Curdi se ne stanno allontanando, contro il parere dei loro stessi militari, perché hanno un rapporto commerciale intenso con l'Arabia Saudita che si prepara ad aprir loro parte dell'enorme fondo finanziario accumulato negli anni con la vendita del petrolio che a loro, qualche hanno fa, costava 7 dollari al barile quando veniva venduto a 80.

Tempi difficili per gli idealisti fichtiani com'era un po' il nostro Mazzini, tempi difficili anche per coloro che vorrebbero analizzare i comportamenti internazionali degli stati secondo la logica, tempi difficilissimi per chi volesse analizzare la politica estera del nostro Paese, non secondo la logica aristotelica tradizionale, ma solo secondo il buon senso della casalinga.

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Lunedì 8 aprile alle 17:30 presso il Circolo de Amicis di Via de Amicis 17

Interverrà Bruno Tabacci

Presiederà Antonio Savoia

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