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9 Agosto Ago 2018 0033 09 agosto 2018

Il Sala solitario

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“D'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna, cantando vai finché non more il giorno”.

Se per Leopardi si può dire che questi versi sono un ritratto del poeta e della sua gioventù, la vicenda delle Olimpiadi invernali per Sala sono un’istantanea molto cruda di come sia cambiato il vento negli ultimi anni. Sulla candidare di Milano alle Olimpiadi niente da dire, lo stesso vale per la candidatura unitaria a tre Milano-Torino-Cortina. C’è qualcosa che però non funziona. E’ evidente che serva una governance e un commissario che guidi tutto il processo e che di fatto coordini le tre città. Quello che non è evidente, almeno a Sala, e che non può fare il bello e il cattivo tempo e che non può arrogarsi il diritto di dettare tempi e modi.

Oggi, il sindaco di Milano lascia riemergere lo slancio di Expo e dimentica che non solo il suo ruolo, ma anche il contesto politico è cambiato. A voler guardare, Torino è amministrata dai Cinque Stelle, Cortina dalla Lega così come la regione Veneto e la Lombardia. Rispetto ai tempi di Sala commissario di Expo e Renzi al Governo è davvero cambiato il fumo. Il rischio è che Sala, facendo così si trovi sempre più messo in un angolo e che ci porti anche la nostra città. A voglia a ricordare che il Consiglio comunale milanese ha deliberato di sostenere la candidatura a due condizioni: o con la città candidata in solitaria o comunque con Milano capofila.

L'esito della riunione del Coni che ha optato per la candidatura unitaria Milano-Torino-Cortina, senza una governance già individuata, è, di fatto, il primo segnale evidente che intorno a Sala si sta creando il vuoto e, questa volta, non basterà battere i piedi al primo cittadino.

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