Mens sana Polis sana
10 Febbraio Feb 2019 1919 10 febbraio 2019

Per la sinistra è subito compagno Mahmood

  • ...

Sanremo si è concluso da poche ore e, come ogni anno, ha lasciato dietro di sé qualche polemica. Le canzoni? No, su quello ce la si è presi solo un pochino per il quarto posto della Bertè. Per il resto il festival della musica italiana sta facendo parlare più per un brutto teatrino politico che per i suoi artisti. Ogni anno, c’è chi guarda e chi non guarda il Festival. Ma cosa spinga quelli che non lo guardano a criticarlo a suon di hastag e tweet resta un mistero. Cosa c’entra la politica? Niente, eppure tutto. Nei giorni scorsi la maggior parte degli esponenti di sinistra ha ignorato totalmente il tempio della musica italiana al grido “Noi, Sanremo mai e poi mai!”. Poi a vincere è Mahmood, un ragazzo della periferia milanese, del Gratosoglio per la precisione, figlio di un’italiana e di un egiziano, ed è subito simbolo. Lui è italianissimo, ma quel pezzetto di storia egiziana unita al giovane che fa di tutto per sopravvivere nei sobborghi di una città lo rendono subito eroe. Per la sinistra milanese questo basta e avanza. Un simbolo che parla di immigrazione e periferie, fa niente che la canzone di per sé non abbia nulla di rivoluzionario e neanche il buon Mahmood, appare comunque perfetto per essere eretto a totem contro Salvini, la Lega, i giallo-verdi o il lupo cattivo. Ed ecco che il sindaco Sala lo aspetta a Palazzo Marino, i post sui social parlano di orgoglio cittadino, magari gli offriranno l’incarico di assessore alle periferie, le stesse su cui Beppe si era tanto speso e su cui poco o niente ha fatto. Se non fosse che con i tempi si è un po’ stretti, sarebbe stato un candidato perfetto per le Primarie democratiche, magari, però, ci scappa una candidatura alle Europee: da Gratosoglio a Bruxelles è un attimo. La sinistra? Compagno Sanremo, Motta canta Dov’è l’Italia, amore mio?, Magari la prossima sarà Dov’è la sinistra, amore mio? Sempre che ne rimanga almeno una parvenza.

Correlati