MissCoccia
7 Settembre Set 2018 0733 07 settembre 2018

Bambole mute per uomini impotenti

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Ormai lo sanno tutti, a Torino la prima casa di appuntamento con bambole del sesso in Italia del marchio LumiDolls ha fatto il tutto esaurito.

Sul sito dove si possono effettuare le prenotazioni on-line non mancano i dettagli. Puoi personalizzare i capelli e il look della tua bambola e trovare “lo spazio perfetto per uscire dalla tua routine sessuale”. Puoi provare con la bambola atletica, l’orientale, la tettona e la ragazzina. Per le donne o gli amici gay c’è anche Alessandro, il bambolo che può aggiungere “quel tocco piccante alla tua vita sessuale”. Basta personalizzare la tua bambola e lei “sarà in grado di compiacerti in un modo unico e diverso”. Cento euro per un’ora con lo sconto se raddoppi il tempo. Forse si risparmia qualcosa rispetto alla tariffa di una escort, ma sicuramente si spende di più che con una sex worker in carne e ossa che puoi trovare sulla strada.

Non sono mancate motivate e comprensibili indignazioni, soprattutto negli ambienti femministi. C’è chi pensa che si tratti solo ed esclusivamente di un luogo deputato a consentire alla sessualità maschile di esprimersi nel più turpe dei modi, perverso e violento. Un luogo in cui il femminicidio è ammesso perché a danno di oggetti inanimati. E poi c’è chi dice “meglio le bambole che le donne”.

Ma è facile e scontato relegare il bordello delle bambole a “vomitatoio” o “orinatoio” di stupratori repressi e insicuri che per paura di essere scoperti preferiscono picchiare e violentare dei pezzi di plastica (che per la verità si scaldano e arrossiscono nel tentativo di simulare emozioni), anziché compromettere le loro vite anch’esse plastiche e ordinate. A me non convince e neanche indigna più di tanto. Anzi, riconosco persino una certa acutezza in quel meschino stupratore recondito che prova vergogna nel dare sfogo a tutta la sua brutalità, attribuendo allo stupro la bestialità che le è propria, tanto da indirizzare quell’istinto in un luogo in cui è legalmente accettabile perché non viola una donna vera.

Certo provo un pò pena per questo povero maschio che si fantastica violento e gode di questa rapacità simulata, ma al contempo gli riconosco un pudore che gli impedisce di essere sé stesso, preferendo una finzione in cui cerca il piacere che prova nella sopraffazione dell’altra, ma che proprio non riesce (per fortuna) a mettere in pratica nella vita vera.

Ma dal mio punto di vista non sono certo loro ad aver fatto il sold out. Non sono gli abusanti controllati ad aver sbancato il bordello torinese. Certamente ci saranno uomini che hanno investito cento euro per poter esercitare sulla loro bambola ogni tipo di umiliazione fisica che venisse loro in mente, come ci saranno stati coloro che hanno creduto invece di poter trovare nella loro bambola un oggetto inanimato non giudicante che potesse accettare l’incapacità amatoria da cui sono affetti. Ma non sono loro la maggioranza.

Il tutto esaurito lo hanno fatto i gruppi di amici che hanno organizzato gli addi al nubilato, qualche festa di compleanno per quaranta/cinquantenni goliardici o qualche audace agenzia di organizzazione di eventi che ha proposto ai nuovi vertici aziendali un motivante intrattenimento piccante, per consolidare la complicità tra maschi di potere.

Non sono gli stupratori e i violenti la maggioranza. Non chiamiamoli neanche puttanieri, gli affollatori del bordello di gomma, perché sono i nostri vicini di casa, i colleghi, gli amici di infanzia, i cognati, i fratelli e persino mariti e fidanzati.

Non sono quelli che vogliono prenderti a bastonate o trasformarti nel loro orinatoio il problema, perché non sono loro la maggioranza. Perché quando un uomo vuole prenderti a bastonate, vuole anche sentirti urlare di dolore, perchè è in quel dolore che prova l’appagamento più grande.

Non sono violenti, ma solo arroganti, prepotenti e pieni di potere. Potere nella famiglia, in ufficio, nel parcheggio e al supermercato. Sono i maschi che non vogliono perdere tempo a dirti neanche una parola. Sono quelli che non vogliono ascoltare quello che hai da dire, che non vogliono essere interrotti, che pretendono rispetto che non danno mai e che pensano fondamentalmente che tu debba stare zitta, soprattutto quando vogliono scopare.

E cercano la compiacenza massima che solo il silenzio può garantire, un silenzio tombale, mortifero e letale che solo la plastica può assicurare con un servizio TopClass.

Sono gli osteggiatori di cervelli di donna, quelli che si sentono sfidati dal pensiero femminile, che considerano audace e impertinente per il solo fatto di essere diverso dal loro. Sono quelli che ti rendono invisibile a casa e in ufficio per non dover fare i conti con la propria inadeguatezza, l’insignificanza di quello che dicono e la mediocrità di quello che sono.

Sono loro gli scialbi scopatori di pezzi di plastica molle, che terrorizzati dalla paura di arretrare di fronte ad uno sguardo vero, preferiscono rinunciare a sentire anche la più sottile vibrazione che solo un gioco seduttivo reale più regalare, ma che porta con sé il rischio di sentirsi dire “non mi è piaciuto”.

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