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22 Settembre Set 2018 1952 22 settembre 2018

Livia e quel tragico "Viaggio al centro della notte", l'ultimo libro di Luca Maurelli

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Dal 15 luglio è in libreria un volume, scritto dal giornalista napoletano Luca Maurelli, dal titolo “Viaggio al centro della notte” (Guida Editori), che racconta una storia vera, particolare, dolorosa e appassionante.

“Da quando avevo 14 anni ho sempre desiderato scattare, non ho mai desiderato altro. Se solo potessi fermare il tempo nella realtà, ora, in questo istante, lo farei. E ora ho capito che l’unico modo in cui avrei potuto farlo sarebbe stata la fotografia. Ho passato anni della mia vita a fermare ogni attimo che mi passava davanti…”. In un attimo, però, la vita di Livia Barbato, fotografa, finì.

In una notte di luglio del 2015 un’auto con a bordo una coppia di fidanzati, dopo una serata in discoteca, improvvisamente invertì la marcia sulla Tangenziale di Napoli e iniziò un “contromano” che durò sei interminabili minuti e si concluse con uno schianto che uccise due persone: un padre di famiglia, che arrivava dalla parte giusta, Aniello Miranda, 48 anni, e Livia Barbato, artista 21enne che era a bordo della vettura che veniva dalla direzione sbagliata guidata da Nello Mormile, un dj 28enne, che uscì miracolosamente indenne dal botto. Era ubriaco, ma per gli inquirenti non al punto da non capire dove fosse mentre guidava nel verso sbagliato, dopo una manovra folle, senza precedenti, un contromano iniziato davanti a un casello autostradale illuminato, segnalato, da lui ben conosciuto. Da subito i giornali parlarono di un’azione suicida premeditata, di una possibile vendetta, di una punizione inflitta dal dj alla sua ragazza, di coraggiosa lotta di una donna contro un uomo senza controllo. Scattò l’arresto, il dj finì in carcere, iniziò la ricerca della verità.

Cos’è accadde in quei sei minuti di contromano e perché, in quell’auto acquistata solo due giorni prima da quel ragazzo perbene, fidanzato da due anni con Livia, laureato come lei all’Accademia delle Belle Arti? “Credevo che mi avesse colpito un meteorite, non ricordo nulla…”, dichiarerà al processo il ragazzo. Ma poi emerse una frase pronunciata d’istinto al medico che per primo si era avvicinato all’auto distrutta al termine del contromano: “Dottoressa, ho fatto una cazzata”.

Nel luglio del 2016 arrivò la condanna di Mormile per duplice omicidio volontario (sentenza storica in tema di incidenti stradali sotto effetto di alcol): il processo di appello si è invece concluso con una condanna per omicidio colposo a dieci anni e due mesi.

Nel “giallo” vive la tragedia della morte di innocenti ma anche la storia bella e feroce di Livia, talento della fotografia finita nel giorno più bello della sua vita, senza un motivo apparente.

Il libro – genere non fiction - ripercorre la vicenda con materiale inedito - perizie, intercettazioni, foto, lettere segrete - ma accende una luce su uno spaccato generazionale fatto di passioni e sballi. Un viaggio nella notte delle coscienze giovanili, delle incoscienze giovanili, negli sballi, nelle sfide, nei rischi e nelle stragi del sabato sera che lasciano sul campo vittime, feriti e vite distrutte. Un tema, quello della sicurezza stradale legata all’abuso di sostanze pericolose, sul quale la politica e le autorità preposte non fanno abbastanza. Temi sui quali si interrogano, nel libro, poliziotti, preti, medici, amici dei ragazzi e su cui si soffermano i contributi a margine della storia.

Prefazione di Simonetta Matone, sost. procuratore generale della Corte di Appello di Roma, da sempre impegnata sui temi dei minori, delle donne, della violenza di genere, nonché opinionista tv.

Introduzione Maria Bianca Farina di, presidente di Ania (associazione nazionale imprese assicuratrici) e dell’omonima Fondazione, impegnata sul tema della prevenzione stradale e della sicurezza.

Postfazione, don Antonio Mazzi, presidente della fondazione Exodus, da sempre impegnato sui temi del disagio giovanile, delle droghe, dell’alcol, per anni in tv come conduttore e opinionista.

Contributi e patrocinio di Gazebo Rosa, dell’Aigvs (Associazione Italiana Giovani Vittime della Strada), dell’Associazione Vis (Vittime incidenti stradali) .

Luca Maurelli (1969), laureato in Scienze Politiche alla Federico II, giornalista professionista (Il Tempo, Il Roma, Reuters, Libero, Rai Tg2, L’Espresso, Panorama, il Secolo d’Italia), è membro dell’Associazione Stampa Parlamentare. Ha scritto con Giuseppe Pedersoli “L'oro del Pibe, paradossi e ingiustizie del fisco italiano” (Esi, 2008) e “Al mio Paese- Sette vizi, una sola Italia” (di Melania Petriello, AA.VV. Edimedia, 2012).

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