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27 Ottobre Ott 2018 1538 27 ottobre 2018

Camminare fa bene, garantisce Servier. Lanciata la campagna "Io aderisco"

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Com’è nata l’idea di lanciare un’iniziativa come “Io aderisco”? Lo chiediamo a Viviana Ruggeri, direttore Affari Farmaceutici del gruppo Servier Italia.
Il settore della sanità è in piena evoluzione soprattutto nel farsi carico in modo globale del percorso di cura del paziente. Stiamo assistendo ad una moltitudine d’iniziative ed innovazioni tecnologiche destinate a proporre trattamenti maggiormente adatti, migliorare il follow-up, semplificare favorire l’aderenza alle terapie e nel contempo la responsabilizzazione dei pazienti rispetto alla propria salute. Da sempre il Gruppo Servier è leader nella ricerca di soluzioni terapeutiche per i pazienti affetti da patologie croniche quali le malattie cardiovascolari ed oggi è sempre più impegnata nella promozione dei corretti stili di vita e in particolare dell'aderenza ai percorsi di cura. L’obiettivo è di fare quadrato con il sistema e intervenire sui fattori di rischio per la salute, ridurre le ospedalizzazioni e dare maggiori opportunità di guarigione ai pazienti, contribuendo nel contempo a ridurre i costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Aderire alla cultura del 'camminare' può favorire la prevenzione a costo zero di moltissime malattie croniche e può rappresentare un importante momento di aggregazione sociale ed empowerment del cittadino-paziente.
Cosa vuol dire per voi affiancare la ricerca alla promozione dei corretti stili di vita?
Con il 25% del suo fatturato reinvestiti ogni anno in Ricerca e Sviluppo, Servier colloca da sempre la Ricerca scientifica e il progresso terapeutico al centro delle proprie azioni, quale risposta ai bisogni insoddisfatti dei pazienti,. Il Gruppo, grazie all’indipendenza garantita dall’essere governato da una Fondazione No-Profit e dall’assenza dai mercati finanziari, si fonda sulla sua strategia d’innovazione, la sua expertise e l’eccellenza dei suoi 2000 ricercatori per rispondere alle nuove esigenze di un sistema sanitario in piena mutazione nel quale il paziente ha sempre più un ruolo centrale. Concentrare le proprie energie sul mondo della ricerca scientifica e tecnologica non fa però venir meno il senso di responsabilità dell’Azienda verso la Società, con particolare attenzione proprio a quei fattori di rischio più determinanti per lo sviluppo delle patologie croniche, come uno stile di vita errato.
Un corretto stile di vita e un’aderenza alle terapie possono migliorare la qualità della vita dei pazienti e abbattere i costi per il sistema sanitario nazionale? In che modo?
Il numero di persone che si ammalano ogni anno di patologie cardiocircolatorie è in costante aumento. Esse sono tra le prime cause di morte in Europa e in Italia anche a seguito della non aderenza alle terapie, un problema che non ha solo ingentissime conseguenze economiche, ma anche un prezzo drammatico in termini di vite umane: solo in Europa, circa 200mila decessi all’anno sono imputabili ogni anno al mancato rispetto delle cure, mentre il 56% dei malati cronici italiani dichiara di aver pensato di abbandonare le terapie. Un’analisi delle cause della mancata aderenza, come quella presentata da Cittadinanzattiva nel luglio scorso, ci permette sicuramente di identificare il bisogno del paziente di ricevere maggiori informazioni sul suo stato di salute e sulla terapia prescritta, e quindi di ascolto da parte del medico curante, ma anche di semplificazione in particolari nei soggetti che sono affetti da più patologie concomitanti.
Uno studio pubblicato lo scorso anno di GfK Eurisko riportava come su un campione di 770 persone ad alto rischio cardiovascolare - ovvero con ipercolesterolemia e almeno un altro fattore di rischio/comorbidità - il 70% aveva uno stile di vita sedentario, oltre il 60% risultava in sovrappeso (46%) o obeso (17%) e il 17% faceva abituale consumo di alcolici e fumo. Nonostante la maggior parte degli intervistati si sottoponesse agli esami previsti, la carenza di conoscenza dei rischi associati ad una discontinuità del trattamento o dei fattori che potevano indurre un peggioramento, era molto evidente. E proprio l’attenzione ai fattori di prevenzione e l’aderenza alle terapie rappresentano un indicatore chiave del Piano Nazionale della Cronicità, pubblicato dal Ministero della Salute nel 2016 e che ora è in via di implementazione a livello dei vari sistemi regionali.
Agire sulla leva della prevenzione, attraverso la presa di coscienza da parte dei cittadini dell’investimento in salute che lo Stato fa attraverso la diagnosi precoce, il trattamento farmacologico e il follow-up dei pazienti affetti da patologie croniche, ma anche del proprio ruolo attivo sulla riduzione dei fattori di rischio, innesta un percorso virtuoso che si ripercuote positivamente anche sul conto economico del paese.
Quale sarà la vostra prossima iniziativa?
Considerando i molteplici aspetti che impattano sulla corretta gestione della malattia cronica, il Gruppo Servier si è reso conto che non è sufficiente promuovere iniziative volte a migliorare singole dimensioni della malattia stessa, ma che occorre adottare un approccio strutturato individuando precise priorità. Mettendo al centro di tutte le sue attività il paziente e i suoi bisogni, l nostro impegno è oggi sempre più focalizzato sull’aderenza alle terapie e la semplificazione, attraverso il sostegno di progettualità che vedano coinvolti tutti gli attori principali quali la classe medica, i farmacisti, l’Accademia, le Istituzioni e i pazienti stessi affinché l’adozione di soluzioni organizzative strutturate costituiscano il volano per una migliore gestione delle patologie croniche su tutto il territorio nazionale. In particolare, visto il successo di questa iniziativa, stiamo valutando con le Istituzioni regionali gli step futuri, certi di poter dare il nostro contributo fattivo per continuare a sensibilizzare i cittadini, in particolare affetti a patologie croniche, sull’importanza di seguire un corretto stili di vita e il percorso di prevenzione e cura che è stato predisposto per garantire il loro stato di salute.

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