Nimby
9 Novembre Nov 2018 1343 09 novembre 2018

Prescrizione, Parrotta (Ispeg): unico a pagarne le spese sarà l’imputato

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La prescrizione è solo la punta dell’iceberg. Leggo che in queste ultime ore le forze politiche hanno raggiunto un accordo, lasciando l’emendamento che incide sul blocco del decorso prescrizionale nel nuovo assetto anticorruzione ma nel contempo subordinando il tutto ad una riforma a tutto tondo del sistema giustizia penale, differendo l’attuazione all’orizzonte temporale del 2020, poco dopo la scadenza delle deleghe concesse al Guardasigilli Bonafede, che si sarebbe impegnato a presentare una riforma più organica dell’assetto processuale penale, anche grazie a 500 milioni di euro stanziati in manovra. Permettere, però, di certamente incidere sulle garanzie dell’imputato – lasciando lì l’emendamento in questione – a fronte dell’incertezza di uno schema di riforma non ancora nemmeno delegato, mi pare un controsenso: forse sarebbe stato meglio eliminare l’emendamento in questione per inserirlo in un cotesto più armonico, quale giustappunto la riforma del processo penale, aprendo in via preliminare un tavolo di discussione con magistratura ed avvocatura che sul punto ampiamente concordano, come mi è parso di leggere su più fonti. Incidere solo sul populistico blocco della prescrizione è ammettere la deriva di un sistema che doveva da tempo essere profondamente riformato: pensare che così possa essere rispettata la ragionevole durata dei processi e le garanzie dei soggetti sottoposti a procedimento penale è fantascienza. Occorre una riflessione per rimediare profondamente tutti i presupposti del caso. Da penalista non posso non suggerire di considerare la figura centrale dell’assetto processual - penalistico: l’imputato. E’ questo il punto di partenza fondamentale. Il processo penale ha l’unico scopo di accertarne la responsabilità e molto del lavoro è macinato dalle procure territoriali. Non è meglio incidere sul tempo della durata delle indagini preliminari? Ed anche, dare forse più centralità all’udienza preliminare, come peraltro da tempo sostengo. Se il tutto resta così com’è la contropartita è scontata e l’unico che ne pagherà le spese sarà proprio l’imputato.""La prescrizione è solo la punta dell’iceberg. Leggo che in queste ultime ore le forze politiche hanno raggiunto un accordo, lasciando l’emendamento che incide sul blocco del decorso prescrizionale nel nuovo assetto anticorruzione ma nel contempo subordinando il tutto ad una riforma a tutto tondo del sistema giustizia penale, differendo l’attuazione all’orizzonte temporale del 2020, poco dopo la scadenza delle deleghe concesse al Guardasigilli Bonafede, che si sarebbe impegnato a presentare una riforma più organica dell’assetto processuale penale, anche grazie a 500 milioni di euro stanziati in manovra. Permettere, però, di certamente incidere sulle garanzie dell’imputato – lasciando lì l’emendamento in questione – a fronte dell’incertezza di uno schema di riforma non ancora nemmeno delegato, mi pare un controsenso: forse sarebbe stato meglio eliminare l’emendamento in questione per inserirlo in un cotesto più armonico, quale giustappunto la riforma del processo penale, aprendo in via preliminare un tavolo di discussione con magistratura ed avvocatura che sul punto ampiamente concordano, come mi è parso di leggere su più fonti. Incidere solo sul populistico blocco della prescrizione è ammettere la deriva di un sistema che doveva da tempo essere profondamente riformato: pensare che così possa essere rispettata la ragionevole durata dei processi e le garanzie dei soggetti sottoposti a procedimento penale è fantascienza. Occorre una riflessione per rimediare profondamente tutti i presupposti del caso. Da penalista non posso non suggerire di considerare la figura centrale dell’assetto processual - penalistico: l’imputato. E’ questo il punto di partenza fondamentale. Il processo penale ha l’unico scopo di accertarne la responsabilità e molto del lavoro è macinato dalle procure territoriali. Non è meglio incidere sul tempo della durata delle indagini preliminari? Ed anche, dare forse più centralità all’udienza preliminare, come peraltro da tempo sostengo. Se il tutto resta così com’è la contropartita è scontata e l’unico che ne pagherà le spese sarà proprio l’imputato."

Avv. Alessandro Parrotta

Direttore Osservatorio Ispeg ( Istituto per gli Studi Politici, Economici e Giuridici)

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