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14 Novembre Nov 2018 2016 14 novembre 2018

Come salvare i mercati agroalimentari italiani. Colloquio con Mauro Ottaviano, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Direttore Dei Mercati all’Ingrosso

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Quali sono le difficoltà che stanno vivendo i mercati generali in Italia?

I mercati hanno svolto nel corso degli anni un ruolo fondamentale nel sistema dell’agroalimentare nel nostro Paese, tuttavia da diversi anni assistiamo a diverse criticità e direi quasi ad una crisi di identità dei mercati stessi.Molti mercati hanno chiuso o stanno chiudendo (ciò non significa che sia un male in assoluto, ma è un male perché non all’interno di una strategia ma solo per esaurimento). Solo alcuni anni fa i mercati all’ingrosso dell’ortofrutta erano in Italia 142, gli ultimi dati ci dicono che siamo a 114, il prodotto commercializzato nei mercati rappresentava più del 60 % del totale ora siamo intorno al 50%. Senza dubbio parliamo ancora di una realtà molto importante ma bisogna invertire un trend. Non è un caso se solo quelle realtà che hanno fatto dell’innovazione una scelta strategica, non solo si consolidano ma si sviluppano.

Come si possono rilanciare? Che ruolo avranno i marchi e le tipicità?

Occorre scegliere la strada del riposizionamento attraverso la scelta di sviluppare insieme alle attività tipicamente commerciali anche quelle logistiche, distributive e dei servizi. I mercati all’ingrosso e i centri agroalimentari attraverso processi di ristrutturazione, riconversione e innovazione devono diventare dei poli strategici dell’agroalimentare, delle piattaforme logistiche dei veri e propri Hub. Inoltre occorre mettere insieme la filiera guardando anche ai mercati rionali come uno dei punti terminali del sistema.

Cosa vi aspettate dall'evento di Bolzano?

Il Convegno internazionale che abbiamo in programma a Bolzano per venerdì 16 novembre intende chiamare a raccolta tutte le componenti pubbliche e private per un esame della situazione in modo da individuare possibili linee di sviluppo nel futuro. A distanza di cinquanta anni dal Piano Mercati, che sicuramente ha significato un momento importante nella vita dei mercati e della loro parziale innovazione, tuttavia ora si impone un nuovo Piano Nazionale dei mercati, che rilanci il ruolo e le funzioni degli stessi a livello nazionale e internazionale. Senza un Piano Nazionale aumenterà la frammentazione e la confusione così come è avvenuta anche in conseguenza del decreto Madia sulle partecipate, dove ogni Regione e ogni comune ha scelto secondo una propria parziale esigenza e non all’interno di un quadro strategico di riferimento.

Che sinergie si possono creare con i vostri omologhi tedeschi?

La materia meriterebbe di essere regolata nell'ambito di principi proiettati verso una dimensione europea (da qui la scelta del confronto con i mercati tedeschi).I mercati medio piccoli superano il 50% (hanno un impatto con il territorio e con il consumatore finale molto importante per quanto riguarda la salvaguardia delle tipicità, per il controllo della filiera, il controllo prezzo e il controllo qualità) e per questo vanno tutelati. La scarsa conoscenza del mondo dei mercati all'ingrosso da parte della politica è certamente un fattore che aggrava la crisi. Partendo da questi presupposti che hanno evidenziato lacune e superficialità di valutazione, si affronteranno a Bolzano i problemi dei mercati in questa fase, proponendo possibili soluzioni anche attraverso il confronto con la realtà tedesca.

Cosa chiedete all'attuale Governo?

La valorizzazione dei prodotti tipici nazionali dovrà costituire un punto fondamentale nel rilancio dei mercati anche attraverso brand specifici, in particolare nel mezzogiorno d’Italia, così ricco di produzioni di eccellenza. Dal Convegno di Bolzano lanceremo un appello a tutte le componenti del settore per il superamento delle attuali divisioni e conflittualità, per il pieno rispetto delle reciproche autonomie e in tal senso credo che al Convegno stesso avanzeremo la proposta di una Confederazione dei mercati che unisca gestori, managment, operatori, produttori e consumatori.

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