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21 Novembre Nov 2018 1611 21 novembre 2018

Avvocato in Costituzione, Parrotta: Figura indispensabile di libertà e giustizia

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Il Consiglio Nazionale Forense ha avanzato la proposta d’inserimento della figura dell’avvocato all’interno della Carta Costituzionale, ipotizzando una modifica dell’articolo 111 Cost. sì da rafforzare la libertà e l’autonomia del professionista nell’ambito della necessità della difesa tecnica. La relazione preliminare curata dal Consiglio Nazionale Forense analizza gli articoli costituzionali espliciti riferibili alla figura dell’avvocato individuandovi una chiara e significativa dimostrazione della notevole considerazione che i padri Costituenti – molti dei quali, si rammenta, erano avvocati – avevano per l’Avvocatura. Tuttavia, stando a quanto si legge all’interno della proposta, la reale importanza della figura dell’avvocato a livello costituzionale emerge implicitamente dalle disposizioni di cui all’art. 24 Cost., il quale dispone che “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento" (comma 2) e che "Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione". Il Consiglio Nazionale Forense invita, quindi, alla riflessione sull’opportunità di formalizzare ed esplicitare con maggiore chiarezza la posizione dell’avvocato all’interno del Testo della Costituzione, in un bilanciamento di posizioni e di ruoli, quali quelli ricoperti dalle Magistrature (giudicanti ed inquirenti). Vediamone gli aspetti principali: riconoscimento del ruolo pubblicisticamente rilevante dell’avvocatura, ma nel rispetto della natura libera della professione; la limitazione dell’intervento di revisione alle sole previsioni concernenti strettamente l’avvocatura, tralasciando gli altri profili di funzionamento del sistema-giustizia. Alla luce delle considerazioni emerse all’interno della relazione, il Consiglio Nazionale Forense ha ritenuto che fosse meritevole di accoglimento la proposta di intervenire sul dettato costituzionale, tenendo conto della complessità della figura dell’avvocato, così da riaffermarne il ruolo essenziale nel “sistema democratico tratteggiato nelle regole di equilibrata e civile convivenza, anche internazionale, dettate dai Padri Costituenti” (A. Mascherin). Tuttavia, per meglio comprendere, occorre ampliare la prospettiva di analisi.

Si parla dell’Avvocato già nei lavori preparatori alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Come?

Le criticità sollevate in seno all’Assemblea Costituente in relazione al ruolo dell’avvocatura erano emerse in due momenti specifici del dibattito: in tema di diritto di difesa in giudizio e in relazione alla composizione di alcuni organi costituzionali e di rilievo costituzionale. Già da questo primo approccio appare evidente come nell’ottica dei Padri Costituenti l’opera dell’avvocato giocasse un ruolo essenziale per il funzionamento del sistema giustizia e avesse un valore anche pubblicistico, nonostante la natura privata e pienamente libera tipica della professione forense.Per comprendere compiutamente il sistema delle garanzie del diritto di difesa – ambito in cui l’avvocatura ricopre un ruolo decisivo – occorre far altresì riferimento alla disciplina convenzionale ed eurocomunitaria. Dall’esame della giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo emerge in modo inequivocabile la centralità della figura dell’avvocato nell’esercizio della funzione giurisdizionale, anche nel contesto dell’ordinamento convenzionale, poiché, grazie alla sua posizione di indipendenza dai pubblici poteri, assicura l’effettività del diritto di difesa e l’interesse alla corretta amministrazione della giustizia. Parimenti, sebbene il diritto dell’Unione Europea si occupi principalmente profili della concorrenza e della salvaguardia degli interessi del consumatore, anche nel contesto eurocomunitario è possibile dedurre come la professione forense non possa essere ricondotta unicamente ad una “prestazione di servizi del libero mercato” ma debba considerarsi al centro del sistema di libertà, sicurezza e giustizia che definisce l’Unione Europea come “comunità di diritto”, così come qualificata all1interno della storica pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea 23 aprile 1986, C-294/83.

Come potrebbe cambiare l’articolo di riferimento?

Nel dettaglio, la proposta è di limitare l’intervento di novellazione alle sole previsioni che interessano prettamente l’avvocatura, così si propone si esplicitare all’interno del dettato costituzionale come “Nel processo le parti sono assistite da uno o più avvocati" e che solo "in casi straordinari, tassativamente previsti dalla legge, è possibile prescindere dal patrocinio dell'avvocato, a condizione che non sia pregiudicata l'effettività della tutela giurisdizionale". E ancora. "L'avvocato esercita la propria attività professionale in posizione di libertà e di indipendenza, nel rispetto delle norme di deontologia forense". La relazione del Consiglio Nazionale Forense si conclude con una previsione riguardante “la funzione giurisdizionale sugli illeciti disciplinari dell'avvocato" che si ritiene andrebbe esercitata "da un organo esponenziale della categoria forense, eletto nelle forme e nei modi previsti dalla legge, che determina anche le sue altre attribuzioni" e contro le decisioni del quale fosse ammesso il ricorso per Cassazione.

Quale il parere delle altre Istituzioni sul punto? E il suo, da avvocato?

Tra tutte annovero l’affermazione di David Ermini, Vicepresidente del CSM per il quale “È necessario riconoscere in Costituzione il ruolo dell’avvocato”. Come non concordare? La figura dell’avvocato è divisa tra il dovere di rispettare le leggi e quello di difendere il proprio assistito, a prescindere dalle accuse. E la difesa deve essere libera, incondizionata ed indipendente, quest’ultimo principio quale declinazione di democrazia e autonomia. Alla luce dei noti fatti di cronaca ove l’avvocatura è minata nella sua ontologica libertà e col mutare della professione forense, la tutela costituzionale è indispensabile: invocare un’adeguata collocazione ed un effettivo riconoscimento all’avvocatura di un ruolo preminente per il corretto funzionamento del sistema giudiziario e per la tutela dei diritti e delle libertà all’interno dell’ordinamento è atto dovuto, ma non scontato.

Avv. Alessandro Parrotta

Docente aggiunto di Diritto Penale dell'Economia alla Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza

Direttore dell'Osservatorio ISPEG (Istituto per gli Studi Politici, Economici e Giuridici)

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