Nimby
22 Novembre Nov 2018 1125 22 novembre 2018

Sono nati i mercati generali 4.0

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Si sono riuniti a Bolzano nella sala dei convegni le rappresentanze delle componenti pubbliche e private dei mercati agroalimentari all’ingrosso dell’Italia e della Germania per fare il punto sulla situazione e individuare le possibili prospettive di queste strutture.

Pietro Cernigliaro, Presidente dell’ANDMI (Associazione Nazionale Direttori Mercati all’Ingrosso Italiani), ha letto la relazione introduttiva dalla quale traspare sia la scarsa conoscenza del comparto da parte delle classi politiche, come peraltro dimostrato dalla gestione della legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, sia la non efficiente gestione (anche a causa della complessità normativa e alla eccessiva burocratizzazione), sia l’arretratezza culturale che caratterizza molti degli operatori. Fattori che, nel loro insieme, rendono non competitivo questo comparto nei confronti di una distribuzione moderna molto aggressiva; non solo: dimostrano che il comparto non recepisce la rapidissima evoluzione dei consumi. L’europarlamentare Herbert Dorfmann ha evidenziato che i mercati all’ingrosso non esistono nella normativa europea. Ma la prossima regolamentazione della trasparenza nel commercio dei prodotti alimentari potrebbe costituire una occasione per presentare queste strutture come utili strumenti in tale contesto. L’importanza della logistica per la valorizzazione delle nostre produzioni agroalimentari è stata trattata dal prof. Luca Lanini dell’Università di Piacenza, in riferimento soprattutto alla globalizzazione dei commerci internazionali (vedi la nuova via della seta). Inoltre la logistica può contribuire a risolvere il problema del corretto approvvigionamento alimentare dei centri urbani (city logistic); il tutto con l’ausilio della digitalizzazione, che consente la costante rintracciabilità, anche nel rispetto della sostenibilità ambientale. Il peso calante dei mercati all’ingrosso nella moderna distribuzione è stato esaminato dal ricercatore Claudio Scalise che ha posto in evidenza i punti di debolezza (scarsa imprenditorialità e arretratezza culturale) e i punti di forza da cui partire: vicinanza ai centri urbani, professionalità e conoscenza del prodotto, interfacciamento con la ristorazione (horeca) e la realizzazione di carichi misti. Per il futuro di queste strutture è molto importante saper cogliere le nuove esigenze dei consumatori, soprattutto dei giovani, esigenze che tendono sempre più ad orientarsi verso il cibo vegetale. In sintesi, il nuovo mercato deve diventare la piattaforma multifunzionale utile per la fornitura di prodotti freschi di qualità. La complessità delle norme giuridiche che investono il comparto è stata messa in evidenza dal prof. Daniele Senzani dell’Università di Bologna il quale ha sollecitato i mercati ad orientarsi verso strutture multifunzionali rispettose di una molteplicità di interessi pubblici e privati. La situazione e le prospettive dei mercati tedeschi sono state illustrate dal segretario della Unione dei mercati tedeschi – GFI - , Frank Willhausen. La GFI associa i 16 mercati della Germania, tutti con un solido bilancio economico, ed è impegnata nel costante ammodernamento di queste strutture. Le tendenze sono orientate verso lo scenario Food Hot spot, piattaforma multifunzionale e multiservizi che, grazie alla competenza e alla professionalità delle imprese che vi operano, offre informazioni e assistenza per approvvigionare i territori urbani, oltre ad assicurare un vastissimo assortimento di prodotti freschi (one stop shopping); il tutto grazie ad una efficiente e funzionale piattaforma logistica. L’insieme di questi servizi consente anche una “funzione incubatrice” per la nascita di nuove forme di imprese specializzate del settore (sturt up). Un’attenzione particolare è poi rivolta alla corretta gestione ed utilizzazione dei rifiuti. Infine i mercati tendono ad evolversi verso “centri di competenza” aperti anche al pubblico per trasmettere corrette ed utili informazioni sul cibo. Il Presidente della commissione agricoltura dell’UE Paolo De Castro, concorda con il parlamentare europeo Dorfmann che la prossima approvazione delle direttive contro le pratiche sleale nella filiera agroalimentare potrebbe costituire una interessante occasione per i mercati di inserirsi in tale contesto come strumenti utili per contribuire ad una maggiore trasparenza. Ed anche l’alleanza fra i mercati dei diversi Paesi UE potrebbe contribuire ad ottenere un riconoscimento e un ruolo nell’ambito della politica agricola comunitaria con particolare riguardo ai piani di sviluppo rurale.

Dopo le relazioni di base hanno espresso il loro parere le diverse componenti della filiera.

Valentino Di Pisa, Presidente di Fedagromercati, ha riconosciuto la necessità, per gli operatori, di cambiare le loro vecchie abitudini, oramai largamente superate , e di tener conto dell’evoluzione dei consumi e dei moderni sistemi distributivi. Ma ha anche sottolineato che queste innovazioni dei sistemi di vendita e nelle strutture mercantili devono trovare un supporto anche a livello politico. In sintesi è necessario un nuovo piano mercati per innovare il settore.Il Presidente Mino Dinoi di AEPI, associazione di imprese e professionisti, nel riconoscere l’utilità dei mercati suggerisce di elaborare un sistema informativo adeguato per la sensibilizzazione del bacino d’utenza e in tale contesto suggerisce ai mercati e agli operatori economici di unirsi e fare sistema.Luca Granata, direttore della cooperativa produttori Opera Pera ha sottolineato il grande potenziale, purtroppo non efficacemente utilizzato, dei mercati e dei relativi operatori: è irrinunciabile, a suo avviso, cambiare le vecchie idee e accogliere le nuove esigenze del consumo attraverso l’innovazione. E magari, ha aggiunto, cambiare anche talune terminologie: non più normal trade ma DSO, distribuzione specialistica organizzata.Anche Claudio Mazzini di Coop Italia, rappresentato da Germano Fabiani, suggerisce agli operatori di mercato un cambio generazionale per accogliere i progetti innovativi.In rappresentanza dei consumatori ha parlato il Presidente di Consumers’ forum Sergio Veroli precisando che i mercati debbono rappresentare un presidio di legalità a garanzia del cittadino e per l’equità dei prezzi ed apprezza l’iniziativa dei mercati tedeschi che aprono le porte ai consumatori anche per farsi “conoscere”. E in tale contesto grande importanza può avere l’uso corretto del digitale che deve essere attentamente seguito al fine di evitare facili disinformazioni. In sostanza: attenti al prodotto; ma attenti anche al rispetto dell’ambiente.Al termine del Convegno le risultanze dello stesso sono state elaborate e riassunte in una mozione finale che identifica il Mercato agroalimentare del futuro o Mercato agroalimentare 4.0, come obiettivo da perseguire attraverso una piattaforma della filiera per uno sviluppo organico di tutto il comparto. Durante il Convegno, alla presenza del Presidente della Commissione agricoltura dell’UE Paolo De Castro, è stato sottoscritto l’accordo di reciproca collaborazione fra ANDMI (Associazione dei Direttori dei Mercati all’ingrosso Italiani) e GFI (Unione dei mercati tedeschi) come premessa per una proiezione di sintesi a livello europeo su questo importante tema. Pertanto ANDMI e GFI continueranno ad operare insieme per sviluppare tutte le possibili iniziative per perseguire il suddetto obiettivo. A supporto di questo programma verrà richiesta la costituzione di un “Osservatorio dei mercati agroalimentari all’ingrosso” presso il MIPAAFT, in collaborazione con Unioncamere e ANCI, e con il coinvolgimento di tutte le componenti della filiera agroalimentareLe risultanze del Convegno, con la mozione finale e il protocollo d’intesa firmato con i mercati tedeschi, verranno presentate quanto prima alla sottosegretaria MIPAAFT On. Alessandra Pesce, che ha assicurato il suo pieno sostegno alle iniziative risultanti dai lavori del convegno.

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