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23 Dicembre Dic 2018 1629 23 dicembre 2018

Parrotta (Ispeg): un altro caso Diciotti all’orizzonte?

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Ci risiamo. E’ di questi giorni la notizia dello scontro tra il Ministro degli Interni Salvini , che avrebbe negato lo sbarco sul territorio italiano a trecento immigrati (che attualmente si trovano sulla nave “Open Arms”, appartenente ad un ONG Spagnola e battente bandiera ispanica) ed il fondatore di Open Arms stessa, che si spinge a presagire che i discendenti dell’attuale Ministro si vergogneranno delle sue gesta. Il - come vedremo - legittimo rifiuto del capo del Viminale ha dato, dunque, nuova linfa alle ormai datate discussioni in ordine al delicato tema dell’accoglimento, tra chi sostiene sia un dovere - più morale che giuridico - aprire i porti a tutti i soggetti che chiedano di poter entrare in Italia e chi, invece, più cautamente ritiene di dover effettuare una doverosa analisi preliminare sulla reale situazione esistente all’interno delle varie imbarcazioni. La storia non è nuova e si ripete: cambiano i soggetti ma la base della discussione ripercorre le tracce della ormai famosa vicenda Diciotti, che ha accompagnato gli italiani nelle loro vacanze estive fino all’arrivo dell’autunno. Verosimilmente il nuovo caso arriverà al medesimo esito: un nulla di fatto e tanto clamore per nulla. Ed allora è bene, per motivi di chiarezza, ricordare i passaggi della nota vicenda Diciotti, per la quale il Ministro Salvini è stato sottoposto ad indagini da parte di addirittura due Procure, quella di Palermo e quella di Catania. In quel caso il vice premier, dopo aver permesso a 13 soggetti malati di scendere al porto di Lampedusa, negò lo sbarco ad altri 177 profughi, trattenendoli per ulteriori e più precisi accertamenti. Allora come ora, ricaddero sull’esponente di maggior spicco della Lega molte critiche e biasimi ma non solo. Infatti, come detto, Matteo Salvini fu indagato per arresto illegale, sequestro di persona, abuso di ufficio, sequestro di persona a scopo di coazione e omissione d’atti d’ufficio. Come tutti sappiamo, le indagini si risolsero brevemente, arrivando ad una richiesta di archiviazione e ridimensionando un procedimento che, fin dall’inizio di giuridico aveva ben poco. Anzi, in tema, il Procuratore Zuccaro ha anche affermato come le scelte del Ministro Salvini fossero riconducibili esclusivamente ad una sfera politica, non sindacabile dal giudice penale a fronte del fondamentale principio della separazione dei poteri. Le decisioni dei Giudici sembravano aver posto la parola fine alle controversie, tuttavia la questione è tornata, sotto diverse spoglie, agli onori della cronaca e, si presume, terrà compagnia agli italiani durante tutte le festività. In questa sede, è doveroso, dunque, ribadire ancora una volta che il governo italiano ed in particolare il Ministro degli Internipuò negare uno sbarco sul territorio nazionale se questo può comportare la realizzazione di attività ritenute offensive. Dunque, un esame preliminare sullo stato dei soggetti a bordo delle navi non solo non è illegale o contro le regole ma è auspicabile, al fine di tutelare il territorio nazionale. In questo senso, non sono comprensibili gli attacchi al Ministro degli Interni, che - piaccia o meno - sta esercitando una prerogativa che fa parte del suo ruolo, come ribadito in occorrenza delle indagini sul caso Diciotti, e che non configura i caratteri di alcun illecito penale. Peraltro, già nel 1997 era stata presa dal governo una decisione simile nei contenuti a quella oggetto delle odierne accese dispute: il caso richiamato riguarda il c.d. blocco navale deciso in concerto da Prodi (allora presidente del consiglio) e da Napolitano (ministro degli interni) nei confronti dell’Albania. In quell’occasione addirittura anche la Procura di Brindisi appoggiò il governo senza far partire alcuna indagine. E’ doveroso puntualizzare come il vice premier prima di negare lo sbarco si sia accertato che sulla barca non fossero presenti soggetti minori o malati, sbarcati a Malta, che ai rimanenti soggetti ha negato lo sbarco.

Avv. Prof. Alessandro Parrotta

Direttore Osservatorio Ispeg

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