Nimby
2 Maggio Mag 2019 0808 02 maggio 2019

Perego: Riconoscere in Costituzione il ruolo dell’avvocato, concordo con Parrotta

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Mi è capitato di rileggere con interesse su Lettera 43 l’intervento del Collega Alessandro Parrotta su un tema sempre più attuale: il ruolo dell’avvocato nella Costituzione, intervista che riprende e condivide le affermazioni di David Ermini, Vicepresidente del CSM, per il quale è giunto il momento di “riconoscere in Costituzione il ruolo dell’avvocato”.

Come non concordare? La figura dell’avvocato è il primo presidio di difesa dei diritti delle persone: invocare un’adeguata collocazione ed un effettivo riconoscimento all’avvocatura per il corretto funzionamento del sistema giudiziario e per la tutela dei diritti e delle libertà all'interno dell’ordinamento è atto dovuto, ma non scontato.

La Corte EDU fa emergere con chiarezza il principio per il quale il ruolo dell’avvocato risulta essere centrale nell'esercizio della funzione giurisdizionale in quanto assicura, in posizione di indipendenza dai pubblici poteri, l’effettività del diritto di difesa della persona privata e l’interesse alla corretta amministrazione della giustizia. L’art. 47 della Carta di Nizza stabilisce al comma 2, secondo periodo, che “Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare” nell'esercizio del diritto di difesa e tutela giurisdizionale, mentre il successivo comma 3 specifica che “a coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia”. Tale circostanza è confermata – come riportato anche nel recente studio del CNF sul tema - dalla “Risoluzione del Parlamento europeo sulle professioni legali e l’interesse generale nel funzionamento dei sistemi giuridici” (atto P6_TA(2006)0108), in cui:

- si richiama come la giurisprudenza della Corte di giustizia UE abbia riconosciuto “l’indipendenza, l’assenza di conflitti di interesse e il segreto/confidenzialità professionale quali valori fondamentali nella professione legale che rappresentano considerazioni di pubblico interesse”;

- si riconosce che le professioni legali assolvono a una “funzione cruciale [...] in una società democratica al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali, lo stato di diritto e la sicurezza nell’applicazione della legge, sia quando gli avvocati rappresentano e difendono i clienti in tribunale che quando danno parere legale ai loro clienti”;

- si dice che “qualsiasi riforma delle professioni legali ha conseguenze importanti che vanno al di là delle norme della concorrenza, incidendo nel campo della libertà, della sicurezza e della giustizia e in modo più ampio, sulla protezione dello stato di diritto nell’Unione europea”.

Il richiamo mentale alle vicine elezioni del nuovo Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino, Foro al quale appartengo, è quasi scontato. Un ruolo, quello del Consigliere, da ricoprire con passione, dedizione e con gli stessi presupposti sopra richiamati. Tra i candidati c’è anche Alessandro Parrotta. Mi auguro possa avere l’occasione di far parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino.

Benedetta Perego, avvocato penalista

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