Onomatopeicamente

19 Febbraio Feb 2018 1542 19 febbraio 2018

Farsi silenzio, alla ricerca del Sacro. In cuffia

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Un viaggio da Torino a Roma in cerca del Sacro. Di ciò che è sacro, di ciò che è considerato sacro, di ciò che il sacro rappresenta. Farsi silenzio - in programma fino a ieri al Campo Teatrale di Milano, che conferma la bontà del proprio cartellone - è un lungo elogio alla lentezza, al pellegrinaggio artistico, con occhi e cuore aperti al silenzio e alle sue sfumature. Allontanandosi o riscoprendo Dio, avvicinandosi o nascondendosi dalla Natura con gesti e parole semplici chiedendo cosa sia il sacro e cosa rappresenti a commesse, bariste, poeti e musicisti incontrati durante il percorso.

Cercandolo in un arcobaleno o in una libreria, provando a distrarre i ragazzi dal cellulare e i vecchi al bar dal loro bianchino. E allora si sale sul palco insieme a Marco Cacciola e si segue il flusso del suo racconto, in cuffia. Ci si addentra nel suo pellegrinaggio laico fatto di suoni, rumori, risposte ad effetto, luoghi comuni e primavere. Quella di Vivaldi, quelle ingenue dei bambini, quelle dei nostri ricordi. Perché cosa c'è di più sacro di un ricordo. Di quella volta, della prima volta, dell'altra volta, dell'ultima volta. E che cos'è sacro, cos'è il Sacro? Non basta un viaggio per capirlo, un silenzio, una chiacchierata, uno spettacolo che potrebbe non finire mai.

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