Onomatopeicamente

7 Agosto Ago 2018 1642 07 agosto 2018

L'Aida illumina l'Arena, la perfezione della messa in scena di Zeffirelli a Verona

  • ...

La storia e la tradizione operistica nostrana si fondono nell'opera regina dell'Arena: l'Aida, nell'aureo allestimento di Zeffirelli, è senza dubbio alcuno (anche quest'anno, e si spera anche per i prossimi) lo spettacolo principe dell'estate lirica areniana. Di gran lunga l’opera più rappresentata nell’anfiteatro veronese, il capolavoro verdiano, un piacere per tutti e cinque i sensi, ipnotizza e travolge nella magnificenza della messa in scesa e nella raffinatezza delle voci. L’occasione quest'anno è la celebrazione del 95° compleanno del maestro fiorentino a cui rende omaggio la perfetta direzione, appassionata e vigorosa, già applaudita nel maggio scorso alla Scala di Milano, di Daniel Oren, a suo agio nonostante le due brevi interruzioni per pioggia nella replica del 2 agosto, che guida un'orchestra che lo segue senza la minima imperfezione assecondando il carisma del direttore con la kippah. L'Aida di Susanna Branchini si dimostra matura nella gestione sempre accurata di acuti e nella declamazione sciolta, superata soltanto dall'imponente presenza scenica di Carmen Topciu, mezzosoprano dal talento ormai neppure troppo sorprendente, capace di giganteggiare comunque in mezzo a colleghi dalle voci angeliche. È il trionfo discreto e a tratti intimista, nella seconda parte, la migliore, della grand-opéra, sublimato dagli iconici costumi di Anna Anni, e dalle coreografie di Vladimir Vasiliev, che splendono nell'oro dell'imponente scenografia rubando l'occhio e, a tratti, il cuore giocando con una regia statica che lascia allo spettatore, una volta tanto attivo, l'arduo compito di cercare l'oggetto, e spesso il soggetto.

Correlati