Onomatopeicamente
16 Agosto Ago 2018 0804 16 agosto 2018

Alle 5 da me, a Borgio Verezzi il ritorno di Chesnot

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Lui, voglioso di sistemarsi a tutti i costi; lei, ossessionata dal desiderio di maternità, pure. Detta così farebbero presto, e pure bene. Invece, in Alle 5 da me è, grazie a Dio e a Chesnot, tutto dannatamente più complicato e divertente, merito anche della presenza scenica di attori affiatati come Ugo Dighero e Gaia De Laurentiis, chiamati ad interpretare ciascuno cinque ruoli diversi, a proprio agio sospesi nella sceneggiatura/installazione di Matteo Soltanto che ricostruisce con originalità e fantasia ambienti, colori e sapori di un grottesco avvertito ma mai enfatizzato che si dimentica dell'ombra sempre presente della banalità che sembra aspettare dietro l'angolo. Ed è così che due anni dopo L'inquilino del piano di sopra, lanciato proprio qui al Festival di Borgio Verezzi e poi vagabondo in giro per la penisola, Stefano Artissunch torna su un testo di Pierre Chesnot affinando il rapporto con i due attori (protagonisti anche due anni fa) tenendo fede ad una verità scenica che bene si sposa - anch'essa, appunto - con lo spirito giocoso del lavoro dell'autore parigino finalmente riscoperto anche in Italia.

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