Onomatopeicamente
23 Dicembre Dic 2018 1925 23 dicembre 2018

Priscilla - La regina del deserto ovvero il trionfo della nostalgia Anni '80

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Due drag queen, un transessuale, un vecchio torpedone scintillante, la sconfinatezza del deserto australiano e parecchio altro (rigorosamente in paillettes) sono i protagonisti di Priscilla - La regina del deserto, il musical ‒ firmato da Stephan Elliott e Allan Scott, per la direzione musicale di Fabio Serri e la regia di Simon Phillips per la versione inglese e di Matteo Gastaldo per la versione italiana - che imperversa nei teatri d'Italia quest'inverno. Tratto dal film cult di metà anni '90 vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes, racconta le avventure di Bernadette, Mitzi e Felicia e la loro commedia degli errori (ed orrori) verso Alice Springs.

È il trionfo della spensieratezza, dei colori, dei costumi (oltre 500) e della musica of course - venticinque intramontabili successi internazionali, da I Will Survive e Finally a It’s Raining Men e Go West. Ed è un trionfo di pubblico anche al Teatro Creberg di Bergamo. Perché lo sbalzo di temperatura tra dentro e fuori è notevole e la voglia di ballare si percepisce fin dalla biglietteria. E il cast italiano tiene bene le parti - ed è già una novità per il genere -, solleticando la pancia canora della bassa platea con hit anni '80 dimostrando che tradurre musical è possibile, ma solo in presenza di attori completi che non sfigurino sul palco come sul cartellone. Antonello Angiolillo (Tick), Simone Leonardi (Bernadette) e Mirko Ranù (Felicia) di musical ne hanno visti parecchi dimostrando pure di saperli fare. Il tutto sopra la media, bassa per la riproposizione nostrana del genere, d'accordo, ma pur sempre superata. Il pubblico gode, e noi con loro.

L'anno del Creberg a Bergamo si chiude con Dirty Dancing il 28 dicembre e con lo spettacolo del 31 di Raul Cremona, per poi riprendere l'11 gennaio con Vittorio Sgarbi e il 15 con la coppia Facchinetti/Fogli.

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