Onomatopeicamente
7 Febbraio Feb 2019 1147 07 febbraio 2019

I migliori libri letti a gennaio dallo Studio Grammelot

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Come ogni mese, l'elenco dei migliori libri letti dai redattori dello Studio Grammelot.

Gian Piero Piretto, Quando c'era l'Urss - 70 anni di storia culturale sovietica
Raffaello Cortina Editore

C'era una volta l'Urss e forse c'è ancora. Almeno nelle seicento appassionate pagine del nuovo mastodontico e imperdibile tomo di Gian Piero Piretto. Perché se è vero, ed è vero, che il centenario della Rivoluzione d'ottobre dello scorso anno ha riportato alla ribalta tematiche, contraddizioni e rimpianti della realtà sovietica, è proprio il docente milanese, già traduttore delle opere di Čechov, è il massimo divulgatore in materia per chiarirsi le idee. Un saggio che si legge veloce come un romanzo e che corre via pagina dopo pagina dal tempo delle utopie di quell'inizio novembre allo scioglimento del patto di Varsavia


The Book Fools Bunch, Guida tascabile per maniaci dei libri
The 88 Fools, Guida tascabile per maniaci dei film
Edizioni Clichy

Belle nella confezione ed enciclopediche nel contenuto, le nuove guide tascabili della Clichy sono lo strumento indispensabile per maniaci, appunto, di libri e film. Da leggere, sfogliare, studiare. Costruzione simile e stessa precisione narrativa e cronologica. La chicca per gli amanti dei libri è la richiesta a duecento librai italiani di stilare l'elenco dei loro imperdibili, per gli appassionati di film invece la magia sarà perdersi dentro un cosmo di nomi, date, premi e titoli che faranno venir voglia di recuperare il tempo perduto.


Mario Sesti e Luisa Mazzone, Ugo Tognazzi. Storia, stile e segreti di un grande attore
Edizioni Sabinae

Bellissimo. Nel leggerlo, nel tenerlo in mano, nel poggiarlo sul comodino, nel riporlo nella libreria. Film per film, si ripercorre la straordinaria carriera di uno dei mostri della commedia all'italiana con la semplicità dei ricordi di Mario Sesti. Dalla consacrazione con Il federale (prima di questo era arrivato a farne dodici, spesso mediocri, all'anno) a quel monumento all'edonismo che fu La grande abbuffata, passando per capolavori immortali del cinema italiano come La vita agra e In nome del popolo italiano.

Joe Clifford, Lamentation
CasaSirio Editore, traduzione di Alessandra Brunetti e Martino Ferrario

Joe Clifford è uno che ne ha viste e passate parecchie. Ha vissuto diverse vite - eroinomane, senzatetto, hobo al seguito dei grandi del rock - e adesso ha deciso di raccontarle attraverso storie dure, difficili. A CasaSirio il merito di aver portato in Italia un autore di successo fin troppo ignorato qui da noi. E il motivo si capisce dalle prime pagine. Un New Hampshire sporco lontano dall'ideale d'oltreoceano, una galleria di personaggi battuti dalla vita e dal tempo, le droghe, i pick-up, gli antistaminici dai quali estrarre pseudoefedrina da pulire con l'acetone e mettere a cuocere in pentolini d'acciaio insieme ad una moneta di rame per invertirne la polarità. È romanzo che apre la Jay Porter Series, di cui già senti il bisogno.

Michel Pastoureau, Il Lupo - Una storia culturale
Ponte alle grazie, traduzione di Guido Calza

Dalla lupa che allevò Romolo e Remo al lupo di Esopo, di La Fontaine e, ovviamente, di Cappuccetto Rosso. Da sempre star del bestiario nazionalpopolare, il lupo dalla mitologia classica al pantheon nordico, spesso metafora di qualità umane, ha attraversato millenni di storia culturale mondiale. La prima di una serie di monografie a cura di Michel Pastoureau tratta di come l'animale dia diventato finalmente materia della storia dotta. Considerato nei suoi rapporti con l'uomo, il suo studio si pone all'avanguardia della ricerca e dell'incrocio di varie discipline rientrando infatti in tutte le grandi indagini della storia sociale, economica, materiale, culturale, religiosa e simbolica. E poi è proprio bello da tenere in mano.

Carlo Deffenu, La memoria del corpo
Elter Ego Editore

È quasi estate e una madre sulla cinquantina sale su una corriera tenendo fra le mani un quaderno con la copertina nera. Sotto le pensiline allineate sul marciapiede poco prima aveva osservato i ragazzi aspettare il pullman per Porto Torres, ragazzi normali, sorridenti, imbronciati, silenziosi e chiassosi. Un po' come Sebastiano, suo figlio. Che le disse di essere gay a sette anni. E in quel quaderno con la copertina nera su quella corriera in quel pomeriggio di metà giugno ha raccontato la sua storia. Una storia che parte da lontano, dalla rivelazione che le ha cambiato la vita fino alla primavera del 2011 quando suo figlio scompare. La storia di Sebastiano, certo, ma anche la storia di Elsa. La crisi del suo matrimonio, gli amori violenti, i sensi di colpa, le cadute, le fughe e le risalite.

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