Onomatopeicamente
4 Marzo Mar 2019 1955 04 marzo 2019

Il Don Chisciotte di Alessio Boni conquista Bergamo

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Il coraggio, la follia, l'amore per la vita e la paura di non riuscire a vivere. Don Chisciotte combatte per un ideale etico, eroico, contro l'inadeguatezza della nobiltà, contro tutto. Anche contro i mulini a vento. Il Siglo de Oro visto dall'uomo più puro, l'anziano hidalgo idealista che confonde realtà e fantasia. Lo spettacolo più atteso della stagione di prosa della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, andato in scena da giovedì 28 febbraio a domenica 3 marzo, al Teatro Creberg, ha restituito la dignità scenica ad una delle opere più maltrattate della prosa seicentesca. Alessio Boni, che cura anche la regia, è l'eroe della Mancia, Serra Yilmaz il fido scudiero Sancho Panza: difficile, di questi tempi, chiedere di meglio. Grande successo.

L’attore bergamasco, che nelle scorse settimane è stato protagonista della fiction di RAI 1 La compagnia del cigno, presta il corpo, la voce, i capelli, la barba all'eroe senza macchia nato dalla penna di Miguel de Cervantes trascinando il pubblico tra le steppe secche di una Manchia chiusa sotto il tendone del Creberg, accompagnando dalla prova convincente, come sempre, di una Serra Yilmaz che considerarla sorprendente vorrebbe dire non conoscerla.

«Forse chi vive nella sua lucida follia - ha dichiarato Boni - riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani».

La stagione di prosa al Sociale continua dal 7 al 10 marzo con la Banda Osiris e il loro Il maschio inutile, riflessione sul cosa significa essere maschi oggi - il nuovo sesso debole, è la provocazione dalla quale parte la rappresentazione. Con il contributo di un narratore di storie, Federico Taddia, e di uno scienziato dell’evoluzione, Telmo Pievani, il gruppo di Vercelli condurrà lo spettatore attraverso i gironi infernali della mascolinità.

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